Uccisa a Carini, confermato l’ergastolo per l’ex marito

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Il negozio di proprietà della vittima dove si è svolta la tragedia a Carini, Palermo, 15 giugno 2019. ANSA / IGOR PETYX

Uccisa a Carini, confermato l’ergastolo per l’ex marito.

La corte d’appello presieduta da Angelo Pellino ha confermato l’ergastolo per Marco Ricci. L’uomo è accusato di aver ucciso l’ex moglie Anna Scavo, con una coltellata alla gola davanti agli occhi del figlio minorenne. Lo spiacevole episodio, sarebbe avvenuto nel giugno 2019 a Carini.

L’omicidio di Anna Scavo avvenne mentre la donna lavorava all’interno di un negozio di scarpe di Carini, in provincia di Palermo. Con un taglierino le recise la giugulare. Poi l’uomo chiamò i carabinieri. Quella tra Ricci e la moglie,fu una separazione molto tesa. L’uomo raccontò che la morte della ex era stato solo un incidente e che era lei a impugnare il taglierino. Nel tentativo di strapparglielo, per proteggere il figlio che si trovava nel negozio, avrebbe colpito la donna alla gola. Le indagini condotte dai carabinieri coordinati dal procuratore aggiunto Annamaria Picozzi e dai sostituti Maria Rosaria Perricone e Giulia Beux, avevano descritto un’altra scena. L’imputato dovrà anche risarcire i genitori e il fratello della vittima, parte civile al processo con l’assistenza dell’avvocato Giulio Bonanno.

Uccisa a Carini: facciamo un passo indietro

Era il 15 giugno 2019, e Anna,36 anni ,stava lavorando in un negozio di calzature. L’uomo,andò a trovare la vittima insieme al figlio di allora 14 anni. Nel corso dell’incontro,scoppia una lite che degenera nel dramma. Infatti,quando arrivano i soccorsi,per la donna non c’è niente da fare,mentre l’uomo e il figlio risultano feriti. Successivamente,lui dichiara di aver accompagnato il figlio a trovare la madre, ma di essere rimasto fuori dal negozio. Vedendo la lite tra madre e figlio,fu costretto ad entrare per difendere il ragazzo. Il figlio conferma la versione ma agli inquirenti qualcosa non torna e iscrivono Marco Ricci nel registro degli indagati.

Il 18 febbraio 2021 l’uomo fu condannato all’ergastolo. Successivamente,il 12 dicembre, la Corte d’Appello di Palermo, conferma l’ergastolo con l’aggravante della premeditazione.

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