Telemedicina sulle Madonie grazie ad un progetto dell’Unione

Redazione
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Nei Comuni dell’Area Interna Madonie si sperimenterà la telemedicina. Il servizio sarà attivato nei prossimi mesi. A darne notizia è il presidente dell’Unione delle Madonie Luigi Iuppa che ha informato le amministrazioni comunali dei 21 Comuni che fanno parte del progetto denominato “Migliorare la continuità con il territorio (Telemedicina – Salvavita anziani – PUA) e supporto dell’ADI”.  L’ASP di Palermo, nei giorni scorsi, ha infatti ultimato la gara di appalto per la fornitura del sistema di rilevamento multiparametrico di monitoraggio da remoto e del servizio di formazione e assistenza, per l’importo di 250 mila euro.

Grazie a questo progetto gli operati potranno erogare a domicilio servizi informativi, socio-assistenziali e socio-sanitari in modalità tele-assistenza. Ad usufruire del servizio saranno le persone anziane, i diversamente abili e le persone che versano in stato di disagio. Gli apparati che verranno acquistati sono ottanta, quindi ottanta cittadini potranno essere controllati contemporaneamente.

Attraverso il sistema di rilevamento multiparametrico potranno essere monitorati vari parametri vitali dei pazienti, selezionati in base a una serie di profili diagnostici, evitando loro di recarsi presso ambulatori delle strutture ospedaliere.  Il controllo si svolgerà infatti in modalità “remota” e i dati fisiologici acquisiti saranno trasmessi automaticamente ad un Centro Servizi e Assistenza (CSA). Tutto ciò consentirà di acquisire i parametri vitali del paziente in modo più frequente, meno dispendioso e disagevole. La tecnologia usata consentirà anche di impostare automatismi che, analizzando i parametri rilevati, siano in grado di inviare avvisi/allarmi a referenti predefiniti che possono intervenire con tempestività.

“L’attivazione di questo servizio – afferma il presidente dell’Unione Madonie Luigi Iuppa – costituisce un risultato importante per le nostre comunità in quanto può, in parte, colmare la mancanza di medici nelle strutture ospedaliere, fornendo un supporto specializzato ed evitando l’ospedalizzazione degli assistiti”.

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