Una nuova, importante svolta nelle indagini sulla tragica sparatoria avvenuta a Monreale la scorsa domenica, costata la vita a tre giovani e il ferimento grave di altri due. Nella notte tra sabato e domenica, i Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di un diciottenne palermitano. Il provvedimento, emesso dalla Procura della Repubblica di Palermo, ipotizza il coinvolgimento del giovane, in concorso con altri, nel reato di strage.
L’accelerazione nell’inchiesta è arrivata nel pomeriggio di sabato, quando i militari dell’Arma hanno localizzato e sequestrato, nel quartiere ZEN di Palermo, il motociclo che si ritiene sia stato utilizzato da una parte del commando entrato in azione a Monreale sette giorni fa. In quell’occasione, furono esplose decine di colpi di pistola contro un gruppo di ragazzi, seminando morte e terrore. Secondo la ricostruzione degli investigatori che stanno lavorando senza sosta sul caso, proprio il diciottenne fermato questa notte sarebbe stato alla guida di quel mezzo durante la micidiale azione di fuoco.
Un elemento chiave è emerso mentre i Carabinieri della Sezione Investigazioni Scientifiche (SIS) stavano eseguendo i rilievi tecnici sul motociclo appena ritrovato. Proprio in quelle ore, il diciottenne ha deciso di presentarsi spontaneamente agli inquirenti, accompagnato dal suo avvocato di fiducia. Dopo essere stato sottoposto a interrogatorio da parte dei Pubblici Ministeri titolari dell’indagine, la Procura ha ritenuto sussistessero i gravi indizi e il pericolo di fuga necessari per emettere il provvedimento di fermo, immediatamente eseguito dai Carabinieri.
Il giovane si trova ora ristretto presso la Casa Circondariale “Pagliarelli” di Palermo. È fondamentale sottolineare, come evidenziato dagli stessi inquirenti, che il diciottenne è al momento considerato unicamente un indiziato di delitto, sebbene sulla base di elementi ritenuti gravi. La sua posizione e le accuse a suo carico dovranno essere attentamente vagliate dall’Autorità Giudiziaria durante l’intero percorso processuale. Come sancito dalla Costituzione, la presunzione di innocenza varrà fino all’eventuale emissione di una sentenza di condanna definitiva e irrevocabile. L’indagine prosegue per identificare tutti i responsabili della strage di Monreale.



