PALERMO — Il Renzo Barbera è sicuro. Il collaudo tanto atteso dello stadio di viale del Fante è stato ufficialmente approvato, fugando le ombre che negli ultimi mesi avevano alimentato preoccupazioni e interrogativi. L’ingegnere Giovanni Cascio, incaricato di attestare l’idoneità statica dell’impianto, ha firmato il documento che certifica l’assenza di pericoli strutturali e anomalie. Il Palermo, dunque, potrà continuare a disputare le proprie partite casalinghe nella storica arena cittadina, sostenuto dal tifo appassionato del pubblico rosanero.
Superato l’ultimo scoglio tecnico, tuttavia, resta sul tavolo una questione politica e amministrativa ben più spinosa: il rinnovo della convenzione tra il Comune e la società Palermo F.C. L’accordo, essenziale per garantire la gestione e la pianificazione a lungo termine dell’impianto, si è trasformato in una vera e propria “patata bollente”, arenandosi tra emendamenti tecnici, pareri critici e tensioni interne alla maggioranza consiliare.
Il nodo principale risiede nelle modifiche richieste dal ragioniere generale di Palazzo delle Aquile, Bohuslav Basile, che ha avanzato osservazioni puntuali sulla bozza dell’atto. Solo dopo l’adeguamento del testo, si potrà procedere con il passaggio in Consiglio comunale. Tuttavia, la macchina amministrativa viaggia a rilento: l’attuale giunta ha portato a termine pochissime delibere nel 2025, complice anche il clima incandescente che precede le elezioni provinciali di domenica 27 aprile.
Intanto, le opposizioni alzano il tiro. Il gruppo consiliare “Oso”, con Giulia Argiroffi e Ugo Forello in prima linea, ha inviato un atto di diffida al sindaco, all’assessore al Patrimonio e agli uffici comunali competenti. I due consiglieri denunciano presunte irregolarità nella procedura e minacciano un esposto all’Anac e alla Corte dei Conti qualora la proposta di delibera non venga ritirata in autotutela. Una posizione netta che si aggiunge alle già espresse perplessità di natura tecnica sollevate da Basile, rendendo il percorso verso la nuova convenzione più impervio del previsto.
Sul fronte tecnico, il documento di collaudo, elaborato a partire dal certificato rilasciato nel 2015, ripercorre i numerosi interventi eseguiti tra il 2017 e il 2021 e si sofferma in particolare sulle attività svolte da ottobre 2024 ad aprile 2025. Tra queste, lavori di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza di telai, gradoni e strutture portanti, con indagini concluse il 27 marzo e interventi localizzati ultimati il 4 aprile.
Ma il piano non si esaurisce con l’ok alla staticità. Il testo del collaudo impone un’agenda precisa per i prossimi anni. Ispezioni semestrali, annuali, triennali e quinquennali scandiranno il monitoraggio dell’intera struttura, con prove statiche e dinamiche programmate fino al 2032. Particolare attenzione sarà rivolta ai nodi in acciaio, ai giunti, ai dissipatori e alle torri faro, mentre i gradoni e le strutture del secondo anello saranno sottoposti a test specifici per verificarne la resistenza.
Entro il 31 dicembre 2030, infine, dovranno essere completati una serie di interventi strutturali nelle varie aree dello stadio. Dalla tribuna centrale alle curve, passando per la gradinata Monte Pellegrino, è previsto il risanamento del calcestruzzo, la sostituzione degli elementi metallici ammalorati, l’impermeabilizzazione dei gradoni e l’adeguamento dei sistemi di raccolta delle acque meteoriche. Particolare attenzione sarà riservata alla manutenzione delle torri scala, alle balaustre e ai sistemi anticaduta.
Il collaudo chiude un capitolo lungo e complesso, ma non segna ancora l’inizio di una nuova fase. Per quella, bisognerà attendere che politica e amministrazione trovino un punto d’incontro. Solo allora il Renzo Barbera potrà davvero proiettarsi verso il futuro, al sicuro nella struttura, ma soprattutto in una cornice gestionale solida e lungimirante.



