Sicilia: Formazione nel Caos, un Sistema al Deragliamento

Un terremoto si è abbattuto sul sistema della formazione professionale siciliana, lasciando dietro di sé macerie e un futuro incerto per enti, lavoratori e soprattutto per i cittadini più vulnerabili. Da gennaio 2025, un blocco generalizzato ha paralizzato l’intero settore, trasformando promettenti opportunità in un pantano burocratico di difficile comprensione. Gli Avvisi giacciono inerti, tra il dipartimento al Lavoro e quello alla Formazione Professionale, in una snervante attesa. A questo si aggiunge la mancata piena partenza dei programmi GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori) nell’isola, un’occasione cruciale per il reinserimento lavorativo.
Le conseguenze di questa paralisi sono già drammatiche. Decine di operatori degli Enti di Formazione, esauriti i fondi disponibili, si sono trovati costretti a licenziare personale qualificato, disperdendo competenze preziose. Di fronte a un’ingente domanda di formazione e alla considerevole disponibilità di risorse del Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), le ragioni di questo stallo appaiono nebulose. Tuttavia, analizzando gli eventi degli ultimi mesi, emerge il quadro di una “tempesta perfetta” che rischia di infliggere ferite profonde, soprattutto ai soggetti più fragili della società.
Diversi fattori concorrono a questa situazione critica. Innanzitutto, il recente cambio ai vertici del Dipartimento alla Formazione Professionale sembra aver inceppato meccanismi precedentemente collaudati. A ciò si aggiunge ila difficoltà congenita nel rilascio delle piattaforme informatiche necessarie per l’avvio dei corsi. Non meno rilevante è la persistente lotta politica tra le “datoriali” della formazione, in disaccordo sull’applicazione del contratto nazionale ai lavoratori del settore e sulle modalità di ripartizione dei fondi disponibili, che intanto rimangono inutilizzati con il concreto rischio di non essere spesi.
Questa congiuntura sfavorevole ha portato a una completa immobilità del sistema formativo professionale a partire dal dicembre 2024. La situazione ricorda da vicino le lunghe liste d’attesa nella sanità trapanese e le disfunzioni riscontrate a Villa Sofia, che in passato hanno condotto al commissariamento e alla sostituzione dell’Assessore alla Sanità.
Tuttavia, la “tempesta perfetta” che si è abbattuta sulla formazione siciliana presenta una peculiarità: le responsabilità appaiono ampiamente condivise tra maggioranza, opposizione, associazioni datoriali e sindacati. Non sarà un compito agevole per il Presidente della Regione, Renato Schifani, che presto si troverà ad affrontare questa spinosa questione. La semplice individuazione di un capro espiatorio non basterà a risolvere un problema complesso e radicato. Dopo anni di sforzi per sanare le criticità ereditate dal governo Crocetta e dal centrosinistra, si corre il serio pericolo di far implodere l’intero sistema, con conseguenze devastanti per l’occupazione e l’economia dell’isola, rischiando di mandare in fumo centinaia di milioni di euro destinati alla crescita e allo sviluppo del capitale umano siciliano.



