Scoperta a Partinico piantagione finta “light”, 4 arresti

Un’azienda agricola trasformata in fabbrica dello stupefacente, con cartelli e insegne che richiamavano la canapa “light” per mascherare una produzione di marijuana a tutti gli effetti. È quanto hanno accertato gli investigatori nelle campagne di Partinico (Palermo), dove la Polizia ha eseguito un’operazione che si è conclusa con quattro arresti ai domiciliari e con l’applicazione dell’obbligo di dimora per altre due persone. Secondo gli accertamenti, la droga era destinata ai mercati di Partinico, Cinisi e Trappeto, alimentando una filiera locale già strutturata.
Nel corso dell’intervento gli agenti hanno sequestrato diverse centinaia di chili di prodotto, quantitativo che — se immesso sul mercato al dettaglio — avrebbe generato un giro d’affari stimato oltre il mezzo milione di euro. Gli inquirenti ipotizzano che la copertura della canapa a basso tenore di THC sia stata utilizzata per schermare coltivazioni e lavorazioni non conformi alla normativa, approfittando della somiglianza tra filiere lecite e illecite e della complessità dei controlli “a vista” in ambito agricolo.
L’azienda, stando a quanto ricostruito, era stata convertita alla coltivazione e alla trasformazione della sostanza in modo tale da apparire compatibile con attività consentite: esposizioni, etichette e richiami alla canapa “light” avrebbero dovuto scoraggiare sospetti e verifiche approfondite. Le perquisizioni hanno invece fatto emergere un quadro diverso, con volumi e modalità ritenuti incompatibili con una lavorazione nei limiti di legge. Tutto il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro e verrà sottoposto alle analisi di laboratorio per le verifiche qualitative.
L’operazione — condotta nell’alveo di una più ampia attività di monitoraggio delle piazze di spaccio del Palermitano — fotografa un’evoluzione del fenomeno: non più soltanto piccoli lotti destinati al consumo locale, ma coltivazioni organizzate che sfruttano coperture commerciali e la percezione, diffusa, che la canapa “light” sia un settore grigio dove è più semplice confondere le carte. Proprio per questo, sottolineano gli investigatori, i controlli si concentrano sia sulla tracciabilità delle coltivazioni sia sui canali di distribuzione.
Gli arrestati sono stati condotti ai domiciliari, mentre per i due indagati sottoposti all’obbligo di dimora sono in corso ulteriori accertamenti sul ruolo nella filiera. La posizione di tutti sarà valutata dall’autorità giudiziaria competente nei prossimi passaggi procedurali. Resta fermo che, per gli interessati, vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
Il sequestro, per dimensioni e potenziale economico, rappresenta un colpo significativo alle forniture destinate all’hinterland occidentale di Palermo. Le indagini proseguiranno per ricostruire l’intera catena di approvvigionamento, individuare eventuali complicità logistiche e verificare se parte della produzione fosse diretta anche verso altri mercati della provincia. Nel frattempo, l’azienda agricola è sotto vincolo e l’area rimane a disposizione degli inquirenti per i rilievi tecnici.



