Partinico, giovane rubava e rivendeva la refurtiva

Una perquisizione nata da un sospetto di spaccio ha permesso alla Polizia di Stato di scoprire un deposito di merce rubata e di denunciare un giovane partinicese per i reati di furto e ricettazione. L’operazione si inserisce in un’intensificata attività di indagine messa in campo dal Commissariato di Partinico per contrastare una recente e preoccupante ondata di furti in appartamento che ha interessato il territorio.
Gli agenti, seguendo una pista investigativa, hanno eseguito una perquisizione domiciliare presso l’abitazione di un uomo già noto alle forze dell’ordine, inizialmente sospettato di essere coinvolto in attività legate allo spaccio di droga. Durante il controllo, i poliziotti hanno effettivamente rinvenuto una modica quantità di marijuana, detenuta per uso personale. Per questo motivo, sia l’indagato che suo fratello, presente in casa, hanno ricevuto una contestazione per l’illecito amministrativo previsto dall’articolo 75 del testo unico sugli stupefacenti.
Ma è stato approfondendo la perquisizione che gli investigatori hanno fatto la scoperta più importante. Nascosto nella camera da letto del giovane, è stato trovato un ingente quantitativo di attrezzi da lavoro di cospicuo valore, merce di cui l’uomo non ha saputo fornire alcuna giustificazione plausibile sulla provenienza e che, secondo gli inquirenti, era pronta per essere rivenduta sul mercato illecito.
Considerata la recrudescenza di furti in abitazione registrata a Partinico, i poliziotti hanno immediatamente avviato verifiche incrociate. In breve tempo, è emerso che il materiale rinvenuto era perfettamente compatibile con quello asportato durante un furto avvenuto recentemente in una casa della zona. La refurtiva è stata quindi posta sotto sequestro e, dopo il formale riconoscimento da parte del legittimo proprietario, gli è stata immediatamente restituita.
Alla luce degli elementi raccolti, l’uomo è stato denunciato in stato di libertà per furto e ricettazione. L’operazione, come sottolineato dalla Questura, rientra in un più ampio dispositivo di controllo del territorio volto a prevenire e reprimere i reati. Giova precisare che, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di innocenza, la posizione dell’indagato sarà definita solo dopo l’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato.



