Palermo, la svolta del San Nicola e le mosse decisive per la A

La vittoria conquistata al San Nicola rappresenta un crocevia fondamentale per la stagione del Palermo, un successo che va ben oltre i tre punti ottenuti contro il Bari. La squadra di Inzaghi ha finalmente interrotto quella lunga e frustrante striscia di pareggi in trasferta consecutivi contro Entella, Avellino, Mantova e Modena che, pur muovendo la classifica, aveva sensibilmente rallentato la rincorsa verso le zone nobili della graduatoria impedendo di colmare il gap con le battistrada. In terra pugliese i rosanero hanno offerto una prova di maturità, gestendo il possesso e colpendo con cinismo nella ripresa grazie alle reti di Le Douaron, Pohjanpalo e Ranocchia.
Proprio l’assetto tattico ha fornito le indicazioni più interessanti: la scelta di schierare Le Douaron a ridosso del bomber finlandese si è rivelata vincente. A differenza di Giasi, Vasic o Segre, il francese interpreta il ruolo con movimenti da attaccante puro, aprendo varchi vitali per i compagni e confermandosi una risorsa preziosa, sebbene un ulteriore innesto in quella zona potrebbe garantire il definitivo salto di qualità. Tuttavia, per quanto la prestazione di Bari sia stata solida e autoritaria, l’entusiasmo non deve offuscare la lucidità necessaria per analizzare il cammino futuro. La vera prova del nove per capire se questo Palermo potrà realmente ambire alla promozione diretta risiederà negli scontri diretti con le concorrenti alla vetta, partite che finora hanno visto i siciliani non andare mai oltre il pareggio.
È per questa ragione che gli ultimi due giorni di mercato diventano cruciali per le ambizioni del club. Per puntare concretamente alla Serie A servono almeno due innesti mirati: un trequartista titolare in grado di spaccare le partite, con il nome di Dennis Johnsen della Cremonese che appare ormai molto più di una semplice suggestione di fine gennaio, e almeno un esterno di ruolo capace di far rifiatare Augello e Pierozzi. I due titolari non hanno sempre i novanta minuti nelle gambe e la mancanza di alternative all’altezza rischia di pesare sulla lunga distanza.
Senza i cali di concentrazione costati punti pesanti nei finali contro Avellino e Mantova, oggi il Palermo sarebbe già secondo: colmare queste lacune tecniche e mentali è l’ultimo passo necessario per trasformare il sogno promozione in un obiettivo concreto.



