Palermo: Intervista a Luciano di Marco concorrente di Masterchef

Martina Caronia
da Martina Caronia
3 Minuti di lettura

Realizzare in pieno il sogno di ogni partecipante di Masterchef: aprire un proprio ristorante a gestione familiare. Ma anche fare uno scherzo a un vip come Diego Abatantuono. Luciano “Lucianeddu” Di Marco, concorrente dell’edizione 2020 del talent di Sky, distintosi per la sua simpatia e per un innovativo uso dei social, è l’intervistato della puntata numero 16 di “Egoriferiti”, l’unico podcast del Sud Italia disponibile anche in versione video.

“Egoriferiti” è la conversazione tra un ospite e le sue due coscienze – rappresentate dal regista Giuseppe Cardinale e dal giornalista Vassily Sortino – alla ricerca del punto più sincero e allo stesso tempo debole del proprio essere, disponibile in streaming in versione audio-video nelle principali piattaforme online, con una nuova puntata tutti i giovedì alle 21.

Partendo dall’osservare da bambino la nonna cucinare, Luciano, architetto come professione e cuoco per passione, è diventato gestore di un ristorante suo e delle sue figlie, intitolato Addakuosa, termine-tormentone che accompagna da sempre le sue performance tra le tv, _Instagram e TikTok.

Durante l’intervista Luciano è stato sottoposto all’assaggio di varie pietanze ed è stato coinvolto – dopo avere ribadito il suo no a chiamare chef Antonino Cannavaciuolo – in uno scherzo telefonico all’attore Diego Abatantuono.

Naturalmente non sono mancati da parte di “Lucianeddu” aneddoti sul dietro le quinte di Masterchef, sulla sua scelta di portare nel suo ristorante uno staff tutto di donne e sulla inderogabile decisione di aderire ad Addiopizzo, con una dichiarazione contro la mafia e chiunque potrebbe “bussare” al suo ristorante con intenzioni poco pacifiche: «È una riflessione – ha detto Luciano Di Marco – che abbiamo fatto in famiglia. Partiamo dal principio che le cose devono accadere prima di prendere qualsiasi decisione. Ci rimarrei male e chiuderei saracinesca e tornerei a fare l’architetto. E naturalmente denuncerei. Se mi fanno chiudere saracinesca e mi fanno perdere gli investimenti che le mie figlie mi hanno dato, a Palermo si dice “per un cornuto, un cornuto e mezzo”. In ogni caso l’adesivo di Addiopizzo dietro la porta del locale già c’è». Portare il nuovo in Italia – dicono Vassily Sortino e Giuseppe Cardinale – e in particolare in Sicilia, dove ancora questo podcast è osservato quasi come un alieno nel panorama dell’informazione di nuova generazione, significa da sempre, da secoli, affrontare ogni genere di criticismo e ogni genere di negatività, per il semplice fatto che hai portato il nuovo. È una fase di introduzione dell’idea di podcast nel sud Italia. Riteniamo scontato il fatto di subire ogni genere di critica e di scetticismo».

 

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