Palermo, al Pitrè un tuffo nello stile ‘40-‘50

Palermo – Domenica 5 ottobre 2025, dalle 10.30 alle 12.30, la Cappella Marvuglia del Museo Etnografico Siciliano “Giuseppe Pitrè” (Viale degli Abruzzi 1) ospita “Venti Anni di Moda: gli anni ’40 e ’50”, iniziativa a ingresso libero promossa da BCsicilia – Sede di Isola delle Femmine e dall’associazione “Sicilia, la mia Terra”, con il patrocinio del Comune di Palermo. Un’occasione per attraversare due decenni che hanno ridefinito il gusto, tra austerità bellica e rinascita creativa del dopoguerra, restituendo al pubblico il dialogo tra eleganza quotidiana e memoria sociale.
Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali di Giuseppe Catanzaro, presidente dell’A.P.S. “Sicilia la mia Terra”, di Agata Sandrone, presidente di BCsicilia – Sede di Isola delle Femmine, e di Antonio Pulizzotto, vicepresidente regionale di BCsicilia. Seguiranno gli interventi dell’etnoantropologo Carlo Di Franco e della professoressa Rosanna Zerilli, rappresentante di “Sicilia, la mia Terra”, che offriranno una lettura storica e antropologica del costume, delle linee e dei materiali in uso tra Quaranta e Cinquanta. Per il Museo Pitrè interverrà la dott.ssa Patrizia D’Amico, sottolineando il valore del vestire come traccia identitaria e patrimonio immateriale della comunità.
Il cuore dell’evento sarà la presentazione di abiti e accessori originali degli anni ’40 e ’50, provenienti dalla collezione privata di Agata Sandrone. A indossarli saranno Romina Romano, Valeria Romano, Claudia Cilluffo, Lucia Iannuzzo, Valentina Vara, Chloe Bologna, Guido Carollo, Vincenzo Piccione e Luciano Sardo. I capi racconteranno l’evoluzione delle silhouette: dalle linee sobrie e funzionali del periodo bellico a quelle più strutturate e ottimiste dei Cinquanta, tra vite segnate, gonne ampie, tessuti che tornano a fiorire, e dettagli che riportano la quotidianità al centro della scena.
Al termine, le modelle e i modelli daranno vita a una breve passeggiata lungo il viale del museo, trasformando l’uscita in un tableau vivant all’aperto: un piccolo viaggio nel tempo che permetterà di osservare i capi in movimento, come in una cronaca visiva dell’epoca. L’intento è valorizzare non solo l’estetica, ma la storia sociale che quegli abiti custodiscono: scelte di tessuto, riparazioni, rifiniture, soluzioni ingegnose che raccontano resilienza, creatività e desiderio di bellezza.
L’iniziativa si propone dunque come momento di divulgazione culturale e di educazione al patrimonio, con uno sguardo che unisce ricerca, collezionismo e comunità. La moda, intesa come linguaggio e memoria condivisa, diventa strumento per comprendere il passato e interrogare il presente, nella cornice del Museo Pitrè, luogo simbolico della tradizione materiale e delle culture popolari siciliane.



