Operazione antiusura a Termini Imerese: 8 fermi

TERMNI IMERESE – Otto misure cautelari sono state eseguite dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Termini Imerese nell’ambito di un’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica locale. L’indagine ha portato alla luce un’estesa rete di presunti usurai e spacciatori, operativa tra la provincia palermitana e alcune aree della Campania e del Messinese.
Le ordinanze, emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale termitano, hanno riguardato otto persone – tutte destinatarie dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria – accusate a vario titolo di usura, tentata estorsione e spaccio di sostanze stupefacenti. Tra i destinatari figurano quattro residenti a Termini Imerese, due di Brolo, uno di Cercola e uno di Sant’Anastasia, di età compresa tra i 27 e i 60 anni.
L’attività investigativa, condotta tra il settembre 2022 e l’agosto 2024, ha preso avvio dalla denuncia di un’imprenditrice del luogo, vittima di una spirale di debiti contratti con diversi soggetti, in alcuni casi suoi stessi familiari. I tassi usurari richiesti, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, oscillavano tra il 60% e oltre il 1.000% annuo.
Particolarmente grave l’episodio che ha visto coinvolti due fratelli napoletani: uno, già detenuto, avrebbe minacciato telefonicamente la donna dal carcere, mentre l’altro avrebbe cercato di appropriarsi di due autovetture della vittima con minacce e pressioni. Emblematico anche il coinvolgimento di uno zio e un cugino della donna, che avrebbero simulato l’intervento di pericolosi usurai per mascherare il proprio diretto interesse finanziario.
Parallelamente, i carabinieri hanno eseguito un sequestro preventivo per 13.000 euro, ritenuti provento degli interessi usurari. Un secondo filone investigativo ha riguardato un giovane termitano accusato di spaccio di cocaina e hashish, già collegato a un altro soggetto condannato a 13 anni di reclusione.
L’intera operazione ha coinvolto undici persone, ed è stata condotta utilizzando sia metodi tradizionali d’indagine che tecniche più sofisticate, come intercettazioni ambientali e telematiche. Gli indagati restano, al momento, gravemente sospettati ma non colpevoli fino a sentenza definitiva.



