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Misilmeri, 4 milioni per mettere in sicurezza Piano Stoppa

piano stoppa
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MISILMERI – Arriva una svolta attesa da anni per contrada Piano Stoppa, una delle aree più esposte al rischio di allagamenti nel territorio di Misilmeri. La Struttura per il contrasto al dissesto idrogeologico della Regione Siciliana, guidata dal presidente Renato Schifani, ha avviato l’iter per il completamento delle opere di regimazione idraulica, con una gara d’appalto dal valore di poco inferiore ai quattro milioni di euro.

«Si tratta di lavori che restituiranno la piena sicurezza di un’intera area – sottolinea Schifani – e che consentiranno ai residenti collegamenti sicuri e la messa in sicurezza delle loro abitazioni, a rischio per le alluvioni e gli allagamenti». La procedura, curata dagli uffici diretti da Sergio Tumminello, prevede la presentazione delle offerte entro il 19 dicembre.

Piano Stoppa è, a tutti gli effetti, una pianura alluvionale: non vi è una vera rete idrografica naturale, ma una maglia di canali e cunicoli artificiali, realizzati in gran parte negli anni Sessanta, che oggi mostrano i segni del tempo. Il sottosuolo è formato da depositi lacustri con spessori superiori ai trenta metri, mentre le acque che arrivano dalle aree a monte si riversano su un territorio densamente abitato, con circa tremila residenti, servito da un sistema di drenaggio ormai inadeguato.

In occasione di piogge eccezionali, il deflusso di grandi volumi d’acqua ha più volte mandato in crisi i canali esistenti, provocando esondazioni che hanno interessato strade, case e terreni agricoli. A peggiorare la situazione, nel tempo, ha contribuito anche la costruzione di muretti di delimitazione da parte dei privati: recinzioni che, di fatto, funzionano come argini e ostacolano il regolare scorrimento delle acque meteoriche, favorendo ristagni e “sacche” di accumulo.

Il progetto regionale punta a intervenire su più fronti. È prevista una manutenzione straordinaria delle strutture esistenti con l’adeguamento delle sezioni idrauliche, la realizzazione di nuovi tratti di canale, la rimozione dei rifiuti ingombranti e della vegetazione che invade i pochi corsi ancora funzionanti. Uno degli elementi chiave riguarda il cosiddetto “Canale Borbonico”, un cunicolo di drenaggio risalente presumibilmente a due secoli fa, pensato per convogliare le acque provenienti dal Vallone Marraffa e che oggi opera in un contesto profondamente trasformato dall’espansione edilizia.

Il piano prevede anche l’ampliamento della vasca di laminazione già presente in prossimità del Canale Borbonico e la costruzione di una seconda vasca accanto al polo sportivo di Piano Stoppa. Queste opere dovranno intercettare e regolare i picchi di portata durante gli eventi meteorici più intensi, riducendo la pressione sulla rete di canali e limitando il rischio di esondazione.

L’intervento si inserisce nella più ampia strategia regionale di contrasto al dissesto idrogeologico e di adattamento ai cambiamenti climatici, con l’obiettivo dichiarato di trasformare una zona storicamente vulnerabile in un’area finalmente dotata di infrastrutture idrauliche adeguate alle esigenze di sicurezza dei cittadini.

Nata nel cuore pulsante della Sicilia, Simona Di Salvo, 32 anni, si sta rapidamente affermando come una delle voci più promettenti del giornalismo locale nel vibrante territorio che si estende da Bagheria fino a Cefalù, conosciuto come la Costa d'Oro della provincia di Palermo. Con una penna acuta e un'innata curiosità, Simona collabora attivamente con la rete di magazine e quotidiani Media Post Network, portando alla luce storie, cronache e approfondimenti che toccano l'anima di questa affascinante area.

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