Petralia Soprana, 28 gennaio 2025 – In una toccante cerimonia tenutasi ieri, in concomitanza con il Giorno della Memoria, è stata conferita la Medaglia d’Onore alla memoria di Mariano Brucato, valoroso carabiniere di Petralia Soprana, deportato e sopravvissuto agli orrori dei lager nazisti. Un riconoscimento doveroso per un uomo che ha incarnato i valori di coraggio, resilienza e dedizione alla patria, anche nei momenti più bui della storia. La sua storia, un frammento di memoria locale incastonato nella grande tragedia della Seconda Guerra Mondiale, ci ricorda l’importanza di non dimenticare e di trarre insegnamento dagli errori del passato. La medaglia d’onore a Mariano Brucato non è solo un tributo a un singolo individuo, ma un monito per le generazioni future.
La Cerimonia: Un Momento di Riflessione e Commemorazione per la Comunità di Petralia Soprana
La Medaglia d’Onore è stata consegnata al figlio, Andrea Brucato, dal Prefetto di Palermo Massimo Mariani, in una cerimonia carica di emozione e significato. Presenti anche il Comandante Generale della Legione Carabinieri Sicilia, Generale di Divisione Giuseppe Spina, e il Sindaco di Petralia Soprana, Pietro Macaluso, a testimonianza dell’importanza di questo riconoscimento per l’intera comunità. La presenza delle massime autorità civili e militari ha sottolineato la solennità del momento e il valore simbolico del ricordo di Mariano Brucato per Petralia Soprana e per l’intera nazione.
Una Vita Dedicata all’Arma: Dal Servizio in Albania alla Deportazione nei Lager Nazisti
Nato a Petralia Soprana il 27 aprile 1912, Mariano Brucato si arruolò nell’Arma dei Carabinieri giovanissimo, a soli 19 anni, il 9 dicembre 1931. Una vita dedicata al servizio, che lo vide impegnato per quasi quarant’anni, fino al congedo, avvenuto il 27 aprile 1968 con il grado di Maresciallo Maggiore. La sua carriera, esemplare e irreprensibile, fu bruscamente interrotta dalla tragedia della guerra. L’8 settembre 1943, mentre si trovava in servizio in Albania, Brucato fu catturato dall’esercito tedesco e deportato nel campo di concentramento Stalag “XB” a Cuxhaven, in Germania. Un’esperienza terribile, che lo strappò alla sua famiglia e alla sua terra per ben due anni.
L’Amore Separato dalla Guerra: Un Matrimonio Interrotto dalla Deportazione
La storia di Mariano Brucato è anche una storia d’amore interrotto dalla brutalità della guerra. Pochi mesi prima della cattura, il 14 febbraio 1943, aveva sposato Giuseppina Zafonte, con la quale ebbe due figli, Giuseppe e Andrea. La deportazione rappresentò una separazione dolorosa e inaspettata, un dramma personale che si aggiunse alle sofferenze patite nel lager. Un ulteriore elemento che rende la sua vicenda umana ancora più toccante e che testimonia la forza d’animo con cui affrontò le avversità.
Il Ritorno e la Memoria: Un Esempio di Coraggio e Resilienza per le Generazioni Future
Dopo due lunghi anni di prigionia, Mariano Brucato riuscì a fare ritorno in Italia il 29 agosto 1945, riabbracciando finalmente la sua famiglia. Si spense a Palermo il 9 ottobre 1977, lasciando un’eredità di coraggio, resilienza e integrità morale. “L’onorificenza data al nostro concittadino”, ha dichiarato il Sindaco Pietro Macaluso, “rappresenta non solo un riconoscimento al suo sacrificio, ma anche un momento di riflessione sulla storia e sulle esperienze di coloro che hanno vissuto la guerra e la deportazione”. La Medaglia d’Onore a Mariano Brucato è un simbolo tangibile di questo ricordo, un monito contro l’oblio e un tributo a tutti coloro che, come lui, hanno sofferto e lottato per la libertà, un valore da difendere e preservare, oggi come allora. La sua storia ci insegna che la memoria è un dovere, non solo per onorare il passato, ma per costruire un futuro migliore, fondato sui valori di pace, giustizia e rispetto per la dignità umana. La vicenda di Mariano Brucato, carabiniere di Petralia Soprana, è un esempio luminoso di come anche nei momenti più oscuri, la speranza e la forza d’animo possano prevalere, lasciando un segno indelebile nella storia.



