Lockdown Rosa Nero

Rosa Nero sono i colori della nostra maglia. Rosa come il dolce, Nero come l’amaro, i colori più amati in Città. Grazie alla maglia di calcio, praticamente unica al mondo (se si esclude lo Sport Boys in Perù). Da tre giorni Palermo é diventata zona rossa, una condizione che dovrebbe essere molto simile al lockdown di Marzo 2020. Eppure facendo un giro per la Città il rosso appare assai sbiadito.

Camminando per Palermo si ha la sensazione piuttosto una zona rosa nero, e non sono i colori che campeggiano al Renzo Barbera, ormai deserto da più di un anno. Il rosa, in questo caso, non é il dolce, ma piuttosto é un rosso che si fa morbidamente rosa. Sono lontani i giorni in cui un carabiniere provava ad acciuffare un runner sulla spiaggia di Pescara. Traffico, Clacson, mamme che fanno capannello davanti le scuole elementari, amici che si incontrano e abbassando la mascherina si scambiano il classico doppio bacio e restano a 20 cm di distanza sputacchiandosi a vicenda il disprezzo per il Sindaco o le due “boffe” che ci  ha inflitto il Monopoli.

Lockdown Rosa Nero

E il nero non é l’amaro, ma piuttosto quella zona d’ombra nella quale non si vuole essere visti. Il nero di chi spaccia cornetti caldi o pane e panelle di nascosto, ma tutti lo sanno. La zona nella quale quei 4 vecchietti non ce possono proprio fare a non vedersi seduti sulle panchine di una piazza semi deserta con la mascherina sotto il naso per respirare meglio.

Ma nero anche come l’umore di chi invece é stato costretto a chiudere e non riesce proprio a farsene una ragione. Che senso ha un negozio di abbigliamento chiuso se davanti le scuole ci sono venti mamme che chiacchierano in cerchio? perché dobbiamo mettere in ginocchio chi può somministrare cibo all’aperto (che da noi si può da Aprile a Dicembre) se poi si sta nei bus come sardine? Perché non posso andare dal barbiere a tagliarmi i capelli, ma posso andare in chiesa a battermi il petto con altre 100 persone?

Non ha senso un lockdown rosa nero, perché non hanno senso le cose fatte a metà, che non producono effetti benefici né in un senso né in un altro. Chiudiamo tutto, ma davvero tutto per 30 giorni per portare a zero i contagi. O apriamo tutto, ma davvero tutto per rilanciare un’economia in ginocchio e tuteliamoci con una campagna vaccinale seria, prendendo a modello la Serbia o Israele. Ma basta cose inutili fatte a metà. Fateci tornare ad associare il rosa nero all’anima calcistica di questa Città un po’ dolce e un po’ amara.

Simone Di Trapani – Palermo Post

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