ISMETT confermato IRCCS: eccellenza trapianti e nuova ricerca

Un prestigioso sigillo istituzionale rinnova la centralità di Palermo nella mappa della sanità d’eccellenza italiana, consolidando il ruolo del capoluogo siciliano come punto di riferimento imprescindibile nel settore della medicina di alta complessità. Il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha firmato il decreto ministeriale del 12 gennaio 2026 che sancisce ufficialmente la conferma dell’ISMETT quale Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico per la disciplina della “trapiantologia”. Il provvedimento, frutto di un’intesa raggiunta con il Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, non si limita a ratificare lo status quo, ma certifica la solidità clinica, gestionale e scientifica di una struttura che continua a rappresentare un fiore all’occhiello all’interno della ristretta rete nazionale dei 54 IRCCS.
La novità più rilevante introdotta dal nuovo decreto risiede nell’ampliamento del perimetro scientifico dell’istituto. Se la sede storica di via Tricomi continua a essere il cuore pulsante dell’assistenza e della ricerca clinica, il riconoscimento ministeriale abbraccia ora anche la sede di ricerca ISPEMI, l’Istituto di Sperimentazione Preclinica e Molecular Imaging. Ospitata presso l’Istituto Sperimentale Zootecnico di Palermo, questa piattaforma tecnologica d’avanguardia — nata dalla collaborazione tra Fondazione Ri.MED, ISMETT e IZS Sicilia grazie ai fondi europei — diventa a tutti gli effetti parte integrante dell’ecosistema di ricerca riconosciuto dallo Stato. Si tratta di un passaggio cruciale che accorcia ulteriormente la distanza tra il laboratorio e il letto del paziente, potenziando quella ricerca traslazionale indispensabile per trasformare le scoperte scientifiche in cure concrete.
La visione che emerge da questo riconoscimento è quella di una medicina moderna e interconnessa, come evidenziato dalle parole del direttore di ISMETT, Angelo Luca. La conferma dello status di IRCCS non è un punto di arrivo, ma un acceleratore per un modello integrato che punta a migliorare la qualità della vita e le prospettive di sopravvivenza dei pazienti trapiantati. La strategia guarda al futuro prossimo con l’obiettivo di stringere sinergie sempre più forti con la Fondazione Ri.MED, in vista dell’imminente inaugurazione del Centro di Ricerca a Carini, e di rafforzare la cooperazione territoriale con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale. L’orizzonte è quello della “One Health”, un approccio globale che unisce salute umana, animale e ambientale in un’unica strategia di prevenzione e cura.
Il rinnovo della qualifica non è stato un atto dovuto, ma l’esito di un severo percorso di verifica culminato nella “site visit” della Commissione di valutazione ministeriale avvenuta il 13 settembre 2024. Gli ispettori hanno riscontrato la piena sussistenza dei requisiti di eccellenza scientifica, qualità dei dati clinici, capacità di attrazione di pazienti da altre regioni e sostenibilità economico-finanziaria. Un monitoraggio rigoroso che si ripete con cadenza biennale e che impone standard elevatissimi, confermando come l’ISMETT non sia solo un ospedale, ma un vero e proprio motore di innovazione per tutto il Mezzogiorno.



