L’ospedale universitario corre ai ripari per il sovraffollamento del Pronto Soccorso: sospesi gli interventi non urgenti, si cercano nuovi posti letto.
L’ondata influenzale di questo inizio 2026 non dà tregua e il principale ospedale universitario della città è costretto a riorganizzarsi in fretta per non collassare. Al Policlinico “Paolo Giaccone” è scattato il piano d’emergenza per fronteggiare il sovraffollamento del Pronto Soccorso, messo in ginocchio da un picco di accessi registrato nelle ultime due settimane e dalle numerose complicanze respiratorie che stanno colpendo i pazienti più fragili.
Per gestire la crisi, la Direttrice Generale Maria Grazia Furnari ha istituito una vera e propria task force. Si tratta di un’unità di crisi composta dai vertici della Direzione Strategica, dai capi Dipartimento, dai responsabili del Pronto Soccorso e dai dirigenti infermieristici, tutti chiamati a trovare soluzioni rapide per decongestionare l’area di emergenza. La situazione ha già imposto decisioni drastiche per l’utenza: l’azienda ha infatti disposto la sospensione dei ricoveri programmati. Al momento, le porte dei reparti restano aperte esclusivamente per i pazienti oncologici e per i ricoveri di “classe A” (urgenza indifferibile), mentre le operazioni differibili sono state temporaneamente congelate.
La gestione logistica è resa ancora più complessa dalla coincidenza con i cantieri del PNRR: i lavori di ristrutturazione in corso in alcune aree mediche hanno inevitabilmente ridotto la disponibilità di spazi. Proprio per questo, dopo un sopralluogo effettuato ieri tra le corsie, la manager ha convocato per domani mattina una riunione operativa decisiva. L’ipotesi sul tavolo è quella di trasformare i posti letto attualmente poco utilizzati in altre divisioni in posti letto di area medica, così da poter ricoverare i pazienti che stazionano in barella e garantire un turnover più rapido.



