In prima nazionale al Teatro Biondo di Palermo “La teoria del caos”

Redazione
da Redazione
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In prima nazionale al Teatro Biondo di Palermo “La teoria del caos”
con Lucia e Lorenzo Lavia: quando i rapporti di coppia riflettono
la degenerazione morale della società contemporanea

Lorenzo e Lucia Lavia sono i protagonisti dello spettacolo La teoria del caos, scritto da Arianna Mattioli e diretto dallo stesso Lorenzo Lavia, che debutta in prima nazionale nella Sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo mercoledì 8 maggio alle ore 21.00.
Autore delle musiche è Giuseppe Ricca, i costumi sono di Dora Argento.
Repliche fino al 19 maggio.

La teoria del caos racconta una storia d’amore, nata tra i banchi dell’Università, tra un professore e un’ex allieva, con le problematiche – comuni a molti – legate al desiderio di un figlio che però non arriva. Ripercorrendo a ritroso la storia della relazione, si dipana la matassa che ha portato all’emergere di una crisi profonda dagli esiti drammatici. Se la percezione iniziale è quella di un’apparente normalità, pian piano si assiste allo svelarsi di un mondo sommerso, dal quale affiorano menzogne più o meno gravi, confessioni, risentimenti, fino all’ultima determinante e inaspettata verità.
Chi è davvero Gregor? Un professore rivoluzionario e sognatore in disaccordo con il claustrofobico ambiente accademico o il responsabile morale di una delle pagine più nere della società contemporanea? E come fa Andrea a fidarsi di lui? Ispirato ad un fatto di cronaca realmente accaduto, lo spettacolo mostra quanto il pensiero umano possa ferocemente orientare e manipolare pur mantenendo un’apparente integrità.

«La teoria del caos – spiega l’autrice Arianna Mattioli – in matematica rappresenta quell’incognita inspiegabile ed imprevedibile che può cambiare il corso di un qualsiasi procedimento o ragionamento logico. Esiste anche nelle relazioni di coppia e in quelle umane in generale: una sequenza di azioni o reazioni che conducono l’esistenza di qualcuno in una direzione differente da quella che avevano immaginato o previsto. Questo spettacolo racconta proprio questo: i personaggi si muovono a ritroso nel tempo, permettendo allo spettatore di scoprire la genesi reale di quella che appare come una coppia che vive in maniera conflittuale uno dei problemi più sentiti degli ultimi anni, ovvero l’infertilità. Quella che inizialmente sembra una schermaglia quotidiana, pian piano svela un retroscena molto più grave, che ha a che fare con la deriva di teorie filosofiche realmente esistenti e pericolose. La crisi coniugale è la punta dell’iceberg di un progetto tanto ambizioso quanto distruttivo, che i protagonisti avevano deciso di perseguire insieme, ma che ha rappresentato una frattura insanabile dopo che qualcosa è andato lontano dalle previsioni».

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