Il cuore delle Madonie batte al ritmo della storia e della tradizione, regalando un finale d’anno straordinario al borgo di Gangi. La quindicesima edizione del Presepe Vivente “Da Nazareth a Betlemme” va in archivio con un successo che supera ogni più rosea aspettativa: sono stati oltre settemila i visitatori che hanno affollato i vicoli del centro storico per assistere a quella che è ormai considerata una delle rappresentazioni della Natività più suggestive ed evocative d’Europa.
Non si è trattato di una semplice sfilata di figuranti, ma di un vero e proprio colossal teatrale a cielo aperto. Il pubblico si è trovato immerso in un viaggio a ritroso nel tempo, camminando attraverso scenografie meticolosamente ricostruite che hanno trasformato l’architettura medievale siciliana nella Palestina di duemila anni fa. La cura dei dettagli, dagli abiti agli ambienti domestici e lavorativi dell’epoca, ha permesso di rievocare con estremo realismo il percorso sacro dalla Galilea alla Giudea, lasciando migliaia di spettatori incantati dalla potenza visiva e spirituale della messa in scena.
Quest’anno, tuttavia, la rievocazione storica ha voluto lanciare un messaggio di stringente attualità. Tra le antiche mura, una scena in particolare ha toccato le corde più profonde dell’animo dei presenti: la rappresentazione di un soldato che, di fronte al pianto di una bambina orfana di madre a causa della guerra, sceglie di abbandonare il proprio elmo. Un gesto simbolico di disarmo e pace che ha fatto irruzione nella narrazione sacra, ricordando l’urgenza della fratellanza in un mondo ancora segnato dai conflitti.
L’evento, frutto della sinergia tra l’associazione “Da Nazareth a Betlemme” e il Comune di Gangi, è stato salutato con grande entusiasmo dal sindaco Giuseppe Ferrarello. Il primo cittadino ha voluto ricordare la genesi del progetto, nato anni fa da un’intuizione del Forum Giovani e cresciuto grazie alla regia di Carmelo Domina e Peppuccio Ballistreri, fino a diventare un attrattore turistico di rilievo regionale. A impreziosire questa edizione da record è stata anche la visita dell’arcivescovo di Monreale, monsignor Gualtiero Isacchi, che con la sua presenza ha voluto sottolineare l’alto valore spirituale e culturale della manifestazione. Un trionfo di presenze che premia lo sforzo collettivo di un’intera comunità, capace di trasformare la propria storia in un evento unico nel panorama italiano.



