Gangi, a Palazzo Bongiorno la Giornata contro la violenza sulle donne

GANGI – Sarà il teatro, domani, a dare voce alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Nelle sale nobili di Palazzo Bongiorno andrà in scena “Caleidoscopica. Esegesi di un Castigo”, proposta che intreccia quattro monologhi e un racconto e che affronta il tema della violenza di genere attraverso il linguaggio della parola e delle emozioni.
Lo spettacolo, in programma con due repliche – alle 16.30 e alle 18.00 – è promosso dalla sezione Fidapa di Gangi in collaborazione con il Comune e con l’istituto superiore “Giuseppe Salerno”. L’iniziativa si inserisce nel calendario delle attività che il borgo madonita dedica alla riflessione su diritti, rispetto e parità, con un’attenzione particolare al coinvolgimento del mondo della scuola.
Prima dell’alzata di sipario sono previsti gli interventi istituzionali. A portare i saluti saranno Maria Giovanna Meli, presidente Fidapa Gangi, il sindaco Giuseppe Ferrarello, la presidente del consiglio comunale Concetta Quattrocchi, il comandante della stazione dei Carabinieri di Gangi Cosimo Damiano Zurlo e il dirigente scolastico dell’Isis “Giuseppe Salerno” Ignazio Sauro. In platea sono attesi studenti e docenti degli istituti gangitani, chiamati a essere parte attiva di un percorso di sensibilizzazione che passa anche dalla scena.
La regia e l’impianto drammaturgico dello spettacolo portano la firma di Rosaria Cammarata, Maria Giovanna Meli e Antonella Castiglione. Sul palco si alterneranno Miriam Serio, Vincenzo Barreca, Francesco Castiglione, Clara Scrivano, Santi Canalicchio, Emanuele Barberi e Daniele Paternò. I diversi quadri narrativi metteranno al centro le voci e le fragilità delle vittime, ma anche le responsabilità di un contesto sociale che spesso fatica a riconoscere in tempo segnali e dinamiche di violenza.
Per Gangi la giornata di domani diventa così un’occasione per unire istituzioni, associazioni e scuola attorno a un messaggio condiviso: la violenza sulle donne non è un fatto privato, ma una ferita collettiva che va nominata, raccontata e contrastata anche attraverso momenti di partecipazione culturale.



