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Finalmente un Mercato da Palermo: Meno Sprechi, Più Sostanza

Il sipario sulla sessione estiva del calciomercato si è chiuso alle 20, e per la prima volta dopo anni, il bilancio in casa Palermo non è solo positivo, è entusiasmante. La cronaca fredda ci dice che non ci sono stati colpi dell’ultimo minuto e che il Direttore Sportivo Osti monitora ora il mercato degli svincolati, ma la realtà è ben diversa e va celebrata: finalmente, dopo tre stagioni di sprechi, acquisti folli e contratti faraonici elargiti a giocatori poco più che mediocri, il Palermo ha condotto un mercato da grande squadra, con una logica, una visione e una coerenza che sembravano perdute.

Il primo, enorme successo di questa sessione è stato il capitolo delle cessioni. La società è riuscita a liberarsi di tutti quegli esuberi che per anni hanno gravato sul bilancio e sull’armonia dello spogliatoio. Giocatori sul viale del tramonto, eterne promesse mai esplose e semplici errori di valutazione del passato sono stati accompagnati alla porta, facendo pulizia e creando lo spazio, tecnico ed economico, per costruire qualcosa di nuovo e di serio. Questo, da solo, sarebbe già un capolavoro.

Ma è sul fronte degli acquisti che si è vista la vera svolta. Sono finiti i tempi delle scommesse esotiche o dei nomi altisonanti ma privi di motivazioni. Sono arrivati calciatori funzionali, uomini di categoria superiore prelevati dalla Serie A, scelti con un solo obiettivo: fare il salto di qualità. Ma l’acquisto più importante, il vero colpo da novanta che ha cambiato il volto di questa squadra, siede in panchina. Aver ingaggiato il miglior allenatore sulla piazza è stata la mossa che ha dato un senso a tutto il resto, e la sua impronta è già visibile. Vedere una squadra che lotta per novanta minuti, che aggredisce l’avversario e che mostra pochissimi cali di intensità era qualcosa che a Palermo non si vedeva da tempo immemore.

Certo, la perfezione non esiste. E allora un plauso va fatto a Osti anche per aver quasi completato l’opera, nonostante l’unica, fastidiosa spina nel fianco: Valerio Verre. Il centrocampista, che continua a rifiutare ogni destinazione, rappresenta l’ultimo rimasuglio di un passato che non ci appartiene più. La sua permanenza, si spera temporanea in attesa dei mercati esteri, ha forse impedito l’arrivo di quell’alternativa tattica sulla mediana che avrebbe completato il mosaico a disposizione del mister.

E ora? La cronaca parla di un possibile interesse per lo svincolato Bereszyński per puntellare la difesa. Ma la verità, come i tifosi più maturi sanno, è che comprare tanto per farlo non avrebbe alcun senso. Questa squadra ha già una sua fisionomia, una sua forza e un suo equilibrio. Sarà molto più saggio, semmai, fare un punto a gennaio, quando i numeri del campo avranno parlato. Solo allora, dati alla mano, si potrà capire se questo gruppo, finalmente degno di chiamarsi Palermo, avrà bisogno di un ultimo innesto per spiccare il volo definitivo. Per adesso, va bene così. Anzi, va benissimo.

Palermitano, classe '73, Simone è l'esperto IT di Mediartika e co-fondatore di Media Post Network. Alla competenza tecnica nel campo dell'informatica e dei media digitali, unisce la passione per la scrittura, dilettandosi a raccontare soprattutto il mondo dello sport, con un occhio di riguardo per il calcio. Proprio dalla sua prospettiva informata e dalla sua curiosità trae ispirazione per commentare non solo eventi sportivi, ma anche per condividere opinioni e riflessioni sulla Sicilia e sull'attualità in generale.

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