Dionisi. Gira di nuovo a vuoto con i suoi assurdi esperimenti

Un’altra partita casalinga si chiude tra i mugugni dello stadio Renzo Barbera, un copione amaro che i tifosi del Palermo sembrano conoscere fin troppo bene. La settima sconfitta casalinga stagionale non è solo un numero nelle statistiche, ma il sintomo di un’incertezza che frena le ambizioni rosanero, un passo falso difficile da digerire proprio quando servirebbero certezze prima di un playoff che resta ampiamente alla portata dei rosanero, grazie alle sconfitte di Catanzaro e Bari.
Eppure, la sfida contro un Sudtirol aggressivo e determinato a imbrigliare il gioco palermitano era iniziata sotto auspici diversi. Gli ospiti hanno puntato su pressing e marcature strette, mettendo in difficoltà la manovra dei padroni di casa fin dalle prime battute. Ma il Palermo, pur soffrendo la pressione sul proprio centrocampo, era riuscito a trovare la chiave per sbloccare il risultato: una bella conclusione mancina di Ceccaroni, servito da Pohjanpalo (ancora una volta poco coinvolto nel gioco offensivo), aveva illuso che la strada potesse essere in discesa. Nella fase successiva al vantaggio, si è persino avuta la sensazione che il raddoppio fosse alla portata.
L’illusione, però, si è infranta bruscamente all’inizio della ripresa, come troppe volte in stagione, dagli spogliatoi esce una squadra con la testa sulle nuvole e le gambe molli. Se poi come terzino si mette in campo Di Mariano, che di mestiere da il trequartista, è comprensibile che arrivi la disattenzione difensiva, proprio in quella zona di campo che ha permesso a Barreca di trovare il gol che ha spento l’interruttore del Palermo. Da quel momento, la squadra ha definitivamente smarrito la bussola, incapace di reagire e costruire gioco. Fino alle scelte dalla panchina di Mister Dionisi che, come 9 volte su 10, hanno persino peggiorato la situazione: fuori Di Mariano e Lund, dentro Vasic e Pierozzi. Cambi che come sempre capisce solo il tecnico rosanero.
Poco dopo, un errore in fase di impostazione innesca la ripartenza dei sud tirolesi, costringendo Baniya al fallo da rigore su Mallamo. Dal dischetto, Gori non ha perdonato, ribaltando il risultato. Nel tentativo di recuperare, Dionisi ha operato ulteriori modifiche frutto solo della sua confusione mentale inserendo Di Francesco e Le Duaron con l’effetto di aumentare il disequilibrio e la confusione tattica, senza che venissero inserite forze fresche capaci di dare sostanza e ordine, come avrebbero potuto essere Verre o Ranocchia, per esempio. L’impressione è che solo un episodio fortuito, una mischia confusa, avrebbe potuto cambiare le sorti di una partita ormai compromessa dalla mancanza di lucidità e quasi quasi un inzuccata di Segre nel recupero poteva riuscirci, ma la traversa ha spento ogni speranza.
Resta un interrogativo, che da mesi attanaglia ogni tifoso rosanero, qualcuno ci spiegherà perché abbiamo deciso di complicarci il cammino verso la promozione mantenendo in panchina Dionisi? Ciò che è certo è che il cammino del Palermo si complica, costretto ancora una volta a fare i conti con inspiegabili pause e passaggi a vuoto che minano seriamente la possibilità di trovare lo spirito giusto per affrontare l’ultimo mese prima di tirare le somme.



