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Al Castellani Pohjanpalo gela l’ex Dionisi, è festa Palermo

EMPOLI – C’è un sapore particolare, quasi di vendetta sportiva consumata fredda, nel pomeriggio toscano del Palermo. Al “Castellani” finisce con un netto 1-3 che interrompe la striscia positiva di Alessio Dionisi e, si spera, inauguri un nuovo ciclo per gli uomini di Pippo Inzaghi. Una vittoria costruita su un avvio travolgente, difesa con le unghie nel momento di sbandamento e sigillata dal solito, implacabile, Joel Pohjanpalo.

Non c’è nemmeno il tempo di studiare le disposizioni in campo che la partita si spacca. L’approccio dell’Empoli è presuntuoso: linea difensiva altissima che si trasforma in un invito a nozze per le ripartenze rosa. Palumbo legge lo spartito alla perfezione e lancia nello spazio Le Douaron: il francese ringrazia, brucia la retroguardia immobile e trafigge il portiere con un diagonale chirurgico.

È una doccia gelata per l’ex tecnico Dionisi, il cui piano gara va in frantumi dopo pochi minuti. La difesa toscana è in balia degli eventi, soffrendo terribilmente le sponde aeree e i cross. Il raddoppio è nell’aria e arriva puntuale al quarto d’ora: schema da calcio piazzato, Ceccaroni fa da torre e Pohjanpalo, rapace come sempre, devia in rete. 0-2 e partita apparentemente in ghiaccio.

Per tutto il primo tempo, il Palermo gioca sul velluto. Inzaghi disegna una squadra saggia, che non forza i ritmi ma gestisce il possesso, aspettando i varchi giusti. Dietro, Bani è un gigante: domina i cieli dell’area di rigore annullando ogni velleità aerea dei padroni di casa. Si va al riposo con la sensazione di un dominio totale, macchiato solo da un assist impreciso di Palumbo che avrebbe potuto valere il tris anticipato.

La ripresa, però, racconta un’altra storia. L’Empoli rientra in campo con la forza della disperazione. Pronti, via e serve un miracolo di Joronen per negare il gol a Moruzzi, lasciato colpevolmente solo su un cross di Shpendi. È il preludio al gol che riapre i giochi: al 60′ Pellegri fa tutto da solo, colpisce il palo e ribadisce in rete di prepotenza.

Il Palermo accusa il colpo e la partita rischia di girare. Pochi minuti dopo il gol, ancora Pellegri sfiora il pareggio: serve un intervento provvidenziale di Bani, che si immola sulla ribattuta a botta sicura dell’attaccante empolese, deviando la palla sopra la traversa. Inzaghi capisce che l’inerzia è cambiata: la squadra è sfilacciata, con i subentrati Peda e Gomes che faticano a trovare la posizione e Vasic ancora avulso dalla manovra. Il tecnico corre ai ripari, toglie un Palumbo stanco e inserisce la sostanza di Blin in mezzo al campo si mette a 5 dietro e sterilizza l’Empoli con un altro capolavoro tattico.

Proprio quando la paura sembra prendere il sopravvento, l’Empoli si suicida ancora. Un nuovo “orrore” difensivo spalanca la strada a San Pohjanpalo: il finlandese non perdona, firma la doppietta personale e l’1-3 che spegne definitivamente le luci al Castellani.

Il finale serve solo per le statistiche e per un’occasione monumentale capitata sui piedi di Vasic: il giovane attaccante, favorito da un rimpallo, calcia fuori da pochi metri. Bello il gesto di Inzaghi che lo rincuora subito, promettendogli che il gol arriverà. Ma oggi conta solo il risultato: il Palermo vince, convince a tratti e regala ai suoi tifosi la soddisfazione più dolce contro il grande ex

Palermitano, classe '73, Simone è l'esperto IT di Mediartika e co-fondatore di Media Post Network. Alla competenza tecnica nel campo dell'informatica e dei media digitali, unisce la passione per la scrittura, dilettandosi a raccontare soprattutto il mondo dello sport, con un occhio di riguardo per il calcio. Proprio dalla sua prospettiva informata e dalla sua curiosità trae ispirazione per commentare non solo eventi sportivi, ma anche per condividere opinioni e riflessioni sulla Sicilia e sull'attualità in generale.

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