Pestaggio in pieno centro: 20enne bengalese accerchiato e picchiato dal branco, la Polizia blocca tre giovani tunisini dopo un inseguimento.
Torna l’allarme sicurezza nel “salotto buono” di Palermo, lungo quell’asse di via Maqueda che di giorno è la vetrina turistica della città e di notte, sempre più spesso, si trasforma in teatro di scorribande violente e microcriminalità. L’ultimo episodio, avvenuto nei giorni scorsi, racconta di un’aggressione brutale, scatenata dalla logica del branco contro un singolo, per un bottino fatto di un monopattino elettrico, uno smartphone e poche decine di euro. La risposta dello Stato, tuttavia, è stata immediata ed efficace, portando all’arresto di tre giovani di nazionalità tunisina, rispettivamente di 19, 18 e 16 anni, accusati ora di rapina in concorso aggravata dalla violenza esercitata sulla vittima.
La cronaca di questa notte di follia inizia all’incrocio tra via Maqueda e via Divisi, nel cuore di una delle aree classificate come “zone rosse” dalla Questura proprio per l’alta densità di episodi criminosi. La vittima è un ragazzo bengalese di 20 anni, un lavoratore che stava attraversando il centro a bordo del suo mezzo elettrico, probabilmente per fare rientro a casa. All’improvviso, la sua strada è stata sbarrata. Non si è trattato di una semplice richiesta di denaro, ma di un vero e proprio agguato: i tre aggressori lo hanno accerchiato, chiudendogli ogni via di fuga e instaurando subito un clima di terrore. Dalle minacce verbali si è passati in una frazione di secondo alla violenza fisica.
Secondo la ricostruzione fornita dagli investigatori, il ventenne è stato colpito con calci e pugni, un pestaggio finalizzato a vincere ogni possibile resistenza. Stordito dalle botte e sopraffatto dal numero degli avversari, il giovane ha dovuto cedere: il branco gli ha strappato il portafogli, che conteneva circa 140 euro (forse il frutto di giorni di lavoro), gli ha sottratto il cellulare e si è impossessato del monopattino elettrico. Ottenuto il bottino, i tre si sono dati alla fuga imboccando via Lampionelli, convinti di averla fatta franca e di poter sparire nei vicoli bui che si diramano verso il mercato di Ballarò.
Ma la vittima ha dimostrato un coraggio inaspettato. Nonostante le contusioni e lo shock, il ragazzo bengalese non si è rassegnato a vedere sparire i suoi beni. Si è rialzato e ha tentato di inseguire gli aggressori, riuscendo incredibilmente a raggiungere uno di loro proprio mentre la situazione stava per precipitare. È in quel preciso istante che sono sopraggiunte le volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico. Le pattuglie, impegnate in uno dei costanti servizi di controllo del territorio potenziati proprio per arginare la mala-movida, hanno notato la scena e sono intervenute tempestivamente.
L’arrivo dei lampeggianti blu ha scatenato il panico tra i rapinatori. Mentre il primo veniva bloccato grazie anche alla reazione della vittima, gli altri due complici hanno tentato una disperata fuga a piedi lungo via Maqueda, cercando di disperdersi tra via Trappetazzo e piazza del Carmine. Durante la corsa, sentendosi braccati, hanno abbandonato per strada sia il monopattino che lo smartphone rubato, sperando di alleggerirsi e correre più veloci. Una mossa inutile: gli agenti della Polizia di Stato, coordinati via radio, hanno chiuso le vie di fuga e li hanno catturati dopo un breve ma intenso inseguimento tra i vicoli del centro storico.
Una volta fermati e portati in Questura per le procedure di identificazione, è emerso un dettaglio inquietante che spiega, almeno in parte, la ferocia dell’aggressione: i tre giovani apparivano in evidente stato di alterazione psicofisica, molto probabilmente dovuta all’assunzione massiccia di sostanze alcoliche. Per loro sono scattate immediatamente le manette nella flagranza del reato. Il Giudice per le Indagini Preliminari ha convalidato gli arresti: i due maggiorenni dovranno rispondere delle loro azioni di fronte alla giustizia ordinaria, mentre per il sedicenne è stato disposto il trasferimento presso il Centro di Prima Accoglienza del Malaspina, struttura detentiva per minori.
La vittima, soccorsa dai sanitari del 118, è stata trasportata in ospedale per accertamenti. Fortunatamente le sue condizioni non sono gravi: è stato dimesso con una prognosi di cinque giorni per le contusioni riportate durante la colluttazione, ma lo spavento per l’accaduto lascerà un segno ben più profondo. Le indagini della Polizia, però, non si fermano qui. Gli investigatori stanno lavorando per capire se al raid abbiano partecipato altri soggetti che potrebbero essere riusciti a dileguarsi nel caos, approfittando del buio. L’operazione conferma l’importanza cruciale del presidio del territorio nelle ore notturne, unica arma efficace per restituire sicurezza a residenti e lavoratori che vivono il centro storico non come luogo di sballo, ma come casa.



