Traditi dal nervosismo all’aeroporto di Palermo: avevano 64kg di sigarette in valigia

Sembrava un arrivo come tanti altri all’aeroporto “Falcone-Borsellino” di Palermo, nel flusso di turisti e viaggiatori che ogni giorno transitano dallo scalo. Ma l’occhio allenato dei finanzieri e dei funzionari delle Dogane sa che, a volte, un’occhiata nervosa o una risposta esitante possono nascondere molto più di un semplice jet lag. È così che un controllo di routine si è trasformato in un importante colpo al contrabbando, con l’arresto di due cittadini stranieri e il sequestro di un carico di 64 chilogrammi di sigarette illegali.
Il piano dei due corrieri, probabilmente studiato per apparire il più normale possibile, ha iniziato a scricchiolare sotto il peso delle domande di rito. Intercettati nell’area arrivi dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Punta Raisi e dai funzionari doganali, i due passeggeri hanno fornito versioni contraddittorie sul motivo del loro viaggio in Sicilia e sulla loro destinazione finale. Un’incertezza dopo l’altra, unita a un atteggiamento anomalo e a un nervosismo sempre più palese, hanno fatto scattare il campanello d’allarme negli operatori. A quel punto, un controllo più approfondito non era più un’opzione, ma una necessità.
La conferma dei sospetti è arrivata all’apertura dei bagagli. Al posto di vestiti e souvenir, gli agenti si sono trovati di fronte a un vero e proprio magazzino mobile: 320 stecche di sigarette di un noto marchio internazionale, tutte prive del sigillo dei Monopoli di Stato, pronte per essere immesse nei circuiti di distribuzione illegali della città. Un traffico che danneggia l’economia legale e rappresenta un rischio per la salute, dato che i prodotti non sono sottoposti ad alcun controllo di qualità.
Per i due corrieri, il viaggio è terminato lì. Dichiarati in arresto in flagranza di reato per traffico di tabacchi lavorati esteri, sono stati condotti direttamente al carcere “Pagliarelli” di Palermo, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria locale. L’operazione conferma il ruolo cruciale dello scalo aeroportuale come punto di frontiera e l’impegno costante delle forze dell’ordine nel contrastare i traffici illeciti che tentano di violarlo. In attesa del giudizio definitivo, come sottolineato dalle autorità, per entrambi gli indagati vige il principio della presunzione di innocenza.



