Spaccate e Cavallo di ritorno in tutta la provincia. In manette due16enni

Palermo – Usavano le auto appena rubate come ariete per sfondare vetrine di negozi, ristoranti e attività tra città e provincia, poi tentavano l’estorsione del “cavallo di ritorno” per riconsegnare i veicoli dietro pagamento. Questo lo schema ricostruito dalla quinta sezione Reati contro il patrimonio della Squadra mobile, che ha eseguito un’ordinanza del gip del Tribunale per i minorenni: un 16enne (N.A.) è stato portato all’Ipm Malaspina, per un coetaneo (V.E.M.) sono stati disposti i domiciliari. Entrambi hanno precedenti di polizia per reati contro il patrimonio.
L’indagine, coordinata dalla Procura minorile di Palermo, ha messo in fila mesi di episodi e riscontri: monitoraggi tecnici, analisi delle immagini di videosorveglianza, rilievi dattiloscopici, perquisizioni e sequestri. Dalle carte emergerebbe una prassi collaudata: individuazione del veicolo da rubare, uso dello stesso come “battering ram” contro l’ingresso dell’esercizio commerciale, rapido prelievo della refurtiva e fuga. In almeno un caso, il primo dei due indagati avrebbe poi contattato il proprietario dell’auto sottratta proponendo la restituzione in cambio di denaro.
Il gruppo di giovanissimi è stato attenzionato anche grazie all’incrocio con un altro filone investigativo: l’operazione condotta a giugno dalla Squadra mobile (quinta sezione Investigativa) e dal gip di Termini Imerese, che ha applicato misure cautelari a sette persone di Borgo Nuovo, ritenute responsabili tra febbraio e marzo di diversi furti d’auto e spaccate tra Palermo e provincia. Il collegamento tra i due dossier ha contribuito a definire contatti, modus operandi e aree di azione.
Il ricorso all’auto-ariete, oltre a moltiplicare i danni per le attività colpite, aumenta il rischio per passanti e residenti: spesso le spaccate avvengono all’alba o in orari notturni, quando l’impatto contro serrande e infissi crea situazioni di grave pericolo. Le indagini proseguono per verificare eventuali ulteriori responsabilità, ricettatori e canali di smistamento della refurtiva.
Resta fermo che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che, come previsto dalla legge, per gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.



