Scontro tra mezzi sulla pista dell’Aeroporto

Un incidente annunciato? È la domanda che sorge spontanea dopo lo scontro avvenuto oggi sulla pista dell’aeroporto Falcone Borsellino di Palermo, dove un pullman per il trasporto passeggeri e un “ambulift” per l’imbarco dei disabili sono entrati in collisione. L’episodio, che fortunatamente si è chiuso solo con qualche contuso e senza feriti gravi, riaccende però con prepotenza i riflettori su un allarme lanciato solo un mese fa dai sindacati, che avevano descritto una situazione al limite del collasso per i dipendenti della società di handling Gh.
Il bilancio dello schianto, avvenuto nella delicata zona degli imbarchi, poteva essere ben più grave. L’intervento immediato dei medici in servizio presso lo scalo ha permesso di gestire la situazione, ma la paura è stata tanta. E quella paura si salda ora con le preoccupazioni espresse a luglio, quando le sigle sindacali inviarono una nota durissima al prefetto e ai vertici aziendali.
In quella nota, Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Legea denunciavano un “aumento vertiginoso” del volume di lavoro, turni massacranti, assenza di pause adeguate e, soprattutto, una “carenza di mezzi” che metteva a rischio l’incolumità dei lavoratori e la sicurezza delle operazioni sul piazzale. Un grido d’allarme che aveva portato i dipendenti a proclamare lo stato di agitazione e che oggi, alla luce dei fatti, suona sinistramente profetico.
Se l’incidente di oggi sia una diretta conseguenza di quelle criticità sarà oggetto di indagine. Resta il fatto che un episodio simile non fa che alimentare la tensione in un settore già provato da uno stress lavorativo altissimo. Mentre si tira un sospiro di sollievo per l’assenza di conseguenze drammatiche, l’incidente sulla pista diventa un potente monito: la sicurezza in un aeroporto non dipende solo dai controlli sui passeggeri, ma anche e soprattutto dalle condizioni di lavoro di chi opera a terra, tra un aereo e l’altro.



