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San Cipirello. La Finanza sequestra 140mila prodotti ad emporio cinese

I Finanzieri della Compagnia di Partinico, durante i controlli di routine alle attività commerciali,  hanno sequestrato, in un emporio cinese ubicato in San Cipirello (PA) e gestito da un soggetto di etnia cinese, circa 140 mila articoli detenuti illegalmente per la vendita.

In particolare, nel corso dell’ispezione all’interno del locale commerciale le Fiamme Gialle partinicesi hanno rinvenuto, posti in vendita tra gli scaffali, circa 12.000 articoli (tra materiale elettrico ed informatico, giocattoli, articoli per la casa e prodotti di vario genere non alimentare) recanti marchiatura CE chiaramente falsa (D.Lgs. 54/2011, attuativo della direttiva 2009/48/CE) in modo da trarre in inganno il consumatore finale che poteva tranquillamente pensare di acquistare un prodotto a norma. Altri  60.000 articoli (tra materiale elettrico, elettronico, informatico, giocattoli, prodotti per la casa e articoli di vario genere) erano, invece, completamente privi del marchio CE e sprovvisti delle indicazioni minime previste dal Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005). Questi ultimi, infatti, non riportavano sulle confezioni, in forma chiaramente visibile e leggibili in lingua italiana, tutte le informazioni destinate ai consumatori, quali ad esempio produttore, importatore e caratteristiche qualitative del prodotto.

Inoltre, all’interno del locale commerciale di San Cipirello i baschi verdi hanno rinvenuto 68.000 prodotti accessori del tabacco trinciato, quali confezioni di filtri MAX 6 mm, confezioni di tubicini con filtri per sigarette e confezioni di cartine per rollare il tabacco, detenuti e commercializzati illegalmente, senza la prescritta autorizzazione rilasciata dai Monopoli di Stato.

Al termine del controllo, tutta la merce è stata sottoposta a sequestro per le violazioni in materia di tutela dei marchi, codice del consumo e vendita di materiale elettrico, mentre il rappresentante legale della società è stato deferito alla locale Autorità Giudiziaria per introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e vendita di prodotti industriali con segni mendaci.

Lo stesso proprietario dell’emporio cinese è stato segnalato sia alla competente Camera di Commercio, ai sensi del Codice del Consumo, per l’irrogazione di una sanzione pecuniaria che varia da un minimo di €. 516 a un massimo di €. 25.823, che al locale Ufficio delle Dogane e dei Monopoli, ai sensi del Testo Unico Leggi Doganali, per l’irrogazione di una sanzione pecuniaria che varia da un minimo di €. 5.000 a un massimo di €. 10.000.

Redazione – Palermo Post

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