Rapina a mano armata a Capaci, il colpo ad un bar del centro

Rapina al “Bar del Corso”, su corso Vittorio Emanuele a Capaci. Secondo una prima ricostruzione, nella giornata di ieri tre uomini hanno fatto irruzione nel locale e, minacciando un dipendente facendogli credere di essere armati, lo hanno costretto ad aprire la cassa e a consegnare l’incasso. Il bottino stimato è di circa 200 euro. Subito dopo, i tre sono fuggiti a piedi, facendo perdere le proprie tracce.
Sull’episodio indagano i Carabinieri, che hanno ascoltato i presenti e acquisito le immagini dell’impianto di videosorveglianza interno e delle telecamere collocate nelle strade adiacenti. Le riprese sono ora al vaglio per ricostruire la sequenza dei fatti, i tratti somatici dei responsabili e soprattutto la via di fuga: i militari stanno verificando se la banda abbia utilizzato un’auto lasciata a distanza per agevolare l’allontanamento dal centro cittadino.
La dinamica, al momento, resta ancorata agli elementi raccolti nell’immediatezza, senza che siano filtrati ulteriori dettagli sul tipo di arma evocata durante la minaccia. Resta centrale l’analisi delle tracce video e di eventuali impronte o reperti utili, oltre agli incroci tra orari, traffico veicolare e movimenti nell’area. Gli investigatori stanno inoltre valutando eventuali analogie con episodi recenti per capire se si tratti di un gruppo estemporaneo o di una squadra già attiva sul territorio.
Il fatto avviene in un contesto provinciale dove i reati predatori hanno tenuto alta l’attenzione delle forze dell’ordine. Nei giorni scorsi, a Palermo, la Polizia ha eseguito una misura cautelare in carcere nei confronti di due giovani, di 18 e 19 anni, accusati — a vario titolo — di tre rapine e uno scippo nel perimetro di via Maqueda, via Roma e piazza Bellini. Colpi messi a segno tra il 21 marzo e il 20 maggio scorsi e che avevano alimentato l’allarme tra residenti e turisti del centro storico.
A Capaci l’indagine è nella fase iniziale: l’obiettivo è risalire rapidamente ai tre autori del colpo, identificarne ruoli e responsabilità e chiarire se abbiano agito su impulso opportunistico o secondo un piano preordinato. Ogni elemento utile — dalle testimonianze alle immagini — è ora al centro del lavoro degli inquirenti, con l’intento di restituire al più presto un quadro definito e rassicurare un’area commerciale frequentata e vitale per la comunità. Resta fermo che, fino a eventuali provvedimenti dell’autorità giudiziaria, le persone coinvolte in procedimenti analoghi sono da considerarsi innocenti.



