È il capitolo finale di una delicatissima indagine su uno dei crimini più odiosi. Un bracciante agricolo rumeno di 37 anni è stato arrestato dai Carabinieri, in esecuzione di un ordine di carcerazione definitivo. L’uomo deve scontare una pena di quattro anni e mezzo di reclusione per i reati di violenza sessuale su minori e pedopornografia, commessi a Prizzi, in provincia di Palermo, nel febbraio del 2021.
L’arresto, avvenuto nei giorni scorsi, ha concluso un lungo iter giudiziario. L’uomo, dopo i fatti di Prizzi, si era trasferito nell’Agrigentino. È stato lì, in uno dei piccoli comuni della provincia, che i Carabinieri lo hanno rintracciato per eseguire il provvedimento emesso dall’ufficio Esecuzioni penali del tribunale di Termini Imerese.
Le indagini originarie, condotte con estrema delicatezza dai Carabinieri della stazione di Prizzi, avevano permesso di raccogliere gli elementi che hanno portato alla condanna definitiva dell’uomo per i reati di abusi su minori e possesso e diffusione di materiale pedopornografico.
Una volta rintracciato, il 37enne è stato arrestato. Dopo le formalità di rito, come disposto dall’autorità giudiziaria di Termini Imerese, è stato trasferito presso la casa circondariale di Sciacca, dove sconterà la pena a cui è stato condannato.
Questa operazione non è solo l’esecuzione di una sentenza, ma la riaffermazione che, anche a distanza di anni e nonostante i tentativi di allontanarsi dai luoghi dei crimini, la giustizia completa il suo corso. Un’azione fondamentale a tutela delle vittime più fragili e un segnale chiaro che reati di tale gravità non restano impuniti.



