Prime Comunioni, 300 posti di lavoro a rischio

Confimprese e Comitato incontrano Lagalla: crisi come Almaviva ma senza riflettori
Trecento posti di lavoro in bilico, una vertenza che nessuno vede. È la stima fatta da Confimprese Palermo sulle conseguenze della riorganizzazione del calendario delle Prime Comunioni, che ha messo in ginocchio decine di microimprese cittadine. Un numero paragonabile a quello della Almaviva, ma senza mobilitazioni, senza telecamere, senza copertura mediatica.
Se n’è parlato mercoledì a Palazzo Palagonia, durante un incontro tra il sindaco Roberto Lagalla e una delegazione guidata dal presidente di Confimprese Palermo Giovanni Felice, insieme ai rappresentanti del Comitato Fede, Economia e Comunità Giuseppe Veniero, Manuela Gandolfo, Walter Di Pasquale e Raffaele Marchese.
Il cuore della riunione è stato proprio l’impatto occupazionale della riforma. Secondo Felice, quando centinaia di lavoratori rischiano il posto in una grande azienda le istituzioni si attivano subito, mentre se lo stesso numero di occupati è sparso tra tante piccole attività il problema diventa invisibile. Eppure, ha osservato, per chi perde il lavoro la differenza non esiste.
Nel corso del confronto è stato anche chiarito il senso delle dichiarazioni sugli aiuti alle imprese che Lagalla aveva fatto nei giorni scorsi, suscitando polemiche. Il sindaco si riferiva alla possibilità di accedere ai bandi comunali per sostenere gli investimenti, non a interventi straordinari legati alla vicenda delle Prime Comunioni. Una chance che Confimprese giudica positiva ma insufficiente: la crisi ha azzerato la capacità di investimento delle microimprese e pochissime, nel 2026, hanno potuto farne.
Felice ha difeso il primo cittadino dalle critiche, definendole ingenerose, ma ha chiesto di distinguere tra strumenti che incentivano gli investimenti e misure che sostengono aziende in forte contrazione di lavoro. Le imprese, ha detto, hanno soprattutto bisogno di superare una crisi che minaccia la loro stessa sopravvivenza.
Sul tavolo anche il tentativo di mediazione del sindaco con l’Arcidiocesi, rimasto senza riscontro. Confimprese ha espresso solidarietà istituzionale a Lagalla, parlando di mancanza di riguardo verso il ruolo del primo cittadino. Il Comitato ha chiesto che il sindaco continui ad adoperarsi, nei limiti delle sue possibilità, per favorire un dialogo che resta auspicabile.
Infine, una nota sulla riforma pastorale. Confimprese ha ribadito di condividere gli obiettivi del nuovo progetto catechistico, ma ha segnalato difficoltà organizzative già nelle prime annualità: mancano locali e catechisti, e il percorso è ancora lontano dalla piena attuazione. Il rischio, secondo Felice, è che un progetto pensato per migliorare la catechesi venga compromesso proprio dalle condizioni necessarie a realizzarlo.



