A Petralia Soprana il Natale torna a farsi racconto pubblico, ma senza concedersi alla superficie dell’evento di stagione. Nel borgo madonita, dove la dimensione comunitaria è ancora un fatto concreto, venerdì 20 dicembre è stata inaugurata la 17ª edizione del Presepe d’InCanto – Petralia Soprana Experience, allestita nell’Aula Polifunzionale di corso Umberto I. Un appuntamento che, negli anni, ha assunto la forma di un progetto culturale stabile: non una semplice esposizione, ma un dispositivo narrativo che interroga l’attualità e mette in relazione territorio, memoria e linguaggi contemporanei.
L’edizione 2025 è attraversata da un tema esplicito: la guerra e le sue vittime più indifese. Al centro ci sono i bambini uccisi dai conflitti e le madri che restano, costrette a convivere con un’assenza che non si lascia tradurre facilmente in parole. La scelta è quella di non ricorrere a rappresentazioni gridate: la riflessione passa piuttosto dal silenzio, dalla luce, dall’attesa, trasformando la Natività in un simbolo fragile e potente della vita minacciata. Il presepe, in questa prospettiva, diventa uno spazio di sosta e di ascolto, un invito a rallentare in un tempo che corre e spesso consuma anche il dolore.
Il progetto nasce nel 2008 da Leonardo Bruno e don Calogero La Placa e mantiene la cifra che lo ha reso riconoscibile: una tradizione riletta con strumenti attuali. Videomapping, intelligenza artificiale e realtà aumentata non vengono esibiti come effetto speciale, ma impiegati come linguaggio di supporto al racconto, per guidare lo sguardo e ampliare la percezione di ciò che si sta osservando.
Durante l’inaugurazione, Bruno — ideatore e direttore artistico — ha spiegato il senso di questa edizione, sottolineando la volontà di confrontarsi con “il dolore del nostro tempo” e di dare spazio alle madri che perdono i figli e alle famiglie spezzate dalla violenza, in un percorso che “nasce dal silenzio e al silenzio ritorna”. Anche il sindaco Pietro Macaluso ha rimarcato il valore civile dell’opera, definendola un messaggio attuale: attraverso arte, luce e silenzio, ha detto, l’allestimento invita a riflettere sul dramma della guerra e sulla sofferenza degli innocenti, mostrando come la cultura possa aiutare una comunità a interrogarsi e a custodire la propria umanità.
Il lavoro è corale e porta firme precise: direzione artistica e video art sono di Leonardo Bruno; le sculture, ispirate alla tradizione serpottiana, sono di Pier Luca Trapani; le scenografie di Santino Alleri; fotografia e grafica di Damiano Macaluso; testi e voce narrante di Santi Cicardo, co-regista insieme a Bruno. In scena anche l’attrice Bianca Librizzi.
Il Presepe d’InCanto è organizzato dall’Associazione Cittadinanza Attiva Petralia Soprana, con il patrocinio del Comune e dell’Assessorato Sport, Turismo e Spettacolo della Regione Siciliana, in collaborazione con MadArt, Visit Petralia Soprana e Associazione Pro Loco. L’opera sarà visitabile fino al 6 gennaio 2026. Per informazioni e prenotazioni sono indicati il sito presepedincanto.it e il numero 349 545 5876; previste aperture straordinarie con biglietto ridotto per gruppi di almeno 15 persone.



