A Bagheria si discute il futuro della sanità territoriale

Convegno Asael traccia la strada per l’integrazione socio-sanitaria
Si è chiuso oggi a Bagheria un convegno che ha messo al centro il rapporto tra sanità, sociale e territorio. Organizzato dall’Associazione Siciliana Amministratori Enti Locali (Asael) e patrocinato dal Comune, l’incontro ha visto confrontarsi amministratori, dirigenti e tecnici sullo stato dei servizi socio-sanitari locali.
L’evento, ospitato nella sala Martorana Fumagalli di villa Butera, è stato guidato dal presidente di Asael, Matteo Cocchiara. Nel suo intervento ha sottolineato come i sindaci restino il primo punto di riferimento sanitario per i cittadini, ma che per far fronte a invecchiamento, nuove povertà e disagio psichico sia necessaria un’alleanza tra Comuni, Asp e Regione. Cocchiara ha anche messo in guardia dal rischio che le Case di Comunità restino ‘scatole vuote’ senza personale adeguato, chiedendo risorse e una reale integrazione con le aziende sanitarie.
Il vice sindaco Daniele Vella ha portato i saluti dell’amministrazione, ribadendo la necessità di superare la frammentazione istituzionale. Ha proposto l’istituzione di un budget unico per la presa in carico dei bisogni, legando efficacia, efficienza ed economicità della spesa. Vella ha anche sollecitato la Regione a risolvere la questione del rimborso delle rette per i disabili psichici, dovuto ai Comuni.
L’assessore alle Politiche Sociali, Emanuele Tornatore, ha evidenziato la pressione crescente sui servizi sociali bagheresi, sottolineando che povertà e disagio psichico richiedono un approccio globale che unisca assistenza sociale e sanitaria. Ha auspicato un welfare che non sia più solo assistenza, ma un ecosistema comunitario integrato.
Il segretario generale del Comune, Daniela M. Amato, ha insistito sulla necessità di percorsi burocratici snelli e trasparenti, definendo accordi di programma e convenzioni come lo scheletro portante dell’efficacia dei servizi.
Laura Picciurro, dirigente dei Servizi Socio-assistenziali del Comune, ha illustrato le criticità operative: il Comune intercetta e spende tutti i fondi disponibili, ma la rendicontazione è rallentata dalla carenza di personale amministrativo. Damiana Pepe, dirigente dell’Asp n°6 di Palermo, ha invece fatto il punto sull’attivazione delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità.
Il convegno ha messo in luce la necessità di un’azione coordinata per evitare che le riforme restino sulla carta, in un territorio dove la domanda di salute e assistenza è in costante crescita.



