Quella che doveva essere una normale ispezione amministrativa nel cuore pulsante della movida palermitana si è trasformata in un’operazione di polizia giudiziaria di alto profilo, svelando un inquietante scenario criminale all’interno di un’attività apparentemente insospettabile. I riflettori delle forze dell’ordine si sono accesi nella zona dell’Olivella, area nevralgica del centro storico frequentata da turisti e giovani, dove i Carabinieri della Stazione Centro, operando in stretta sinergia con il personale della Polizia Municipale, hanno fatto scattare le manette ai polsi di un ventiseienne palermitano. Il giovane, già noto agli archivi delle forze dell’ordine e titolare dell’esercizio commerciale controllato, deve ora rispondere di accuse gravissime: detenzione illegale di arma clandestina e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
L’intervento è iniziato seguendo il protocollo standard dei controlli mirati al monitoraggio delle attività commerciali, focalizzandosi inizialmente sul rispetto delle normative burocratiche e amministrative. Le prime verifiche avevano già portato alla contestazione di irregolarità sanzionate con multe per un valore complessivo superiore ai tremila euro, ma è stato l’intuito investigativo dei militari a cambiare il corso della serata. Durante l’ispezione del magazzino annesso al locale, infatti, l’attenzione degli operanti è stata catturata da un inequivocabile e pungente odore di hashish. Seguendo la scia olfattiva fino a una stufa per esterni, i Carabinieri hanno scoperto una valigetta nera, tipicamente utilizzata per il trasporto di armi corte. Al suo interno non vi era una pistola, bensì un primo “kit” sospetto: nove stecche di hashish, quattro cartucce a salve calibro 9×17 già esplose e una cartuccia per fucile calibro 12, rimasta inesplosa.
Di fronte a tali evidenze, la perquisizione è stata immediatamente estesa all’intera superficie dell’esercizio commerciale, setacciando ogni angolo, dal bancone di servizio fino alle aree tecniche. Dietro il bancone è spuntato un bicchiere utilizzato come nascondiglio improvvisato per altre sei cartucce calibro 9×17 inesplose e alcuni semi di marijuana. Spostandosi in cucina, i militari hanno rinvenuto tutto l’occorrente per il confezionamento della droga, tra cui un bilancino di precisione e un coltello con una lama di ventitré centimetri sporca di residui di hashish. Ma la scoperta più allarmante doveva ancora arrivare: occultato sopra la cappa di aspirazione, all’interno di un anonimo sacco nero, il ventiseienne nascondeva un fucile a pompa calibro 12. L’arma, con matricola abrasa e quindi clandestina, si presentava in condizioni perfette: ben oleata, manutenuta con cura e pronta a fare fuoco, con due colpi inesplosi già inseriti in un incavo del calciolo, pronti all’uso immediato.
Tutto il materiale rinvenuto, dall’arsenale alla droga, è stato posto sotto sequestro e sarà inviato ai laboratori specializzati per i necessari accertamenti balistici e tossicologici. Per il titolare dell’attività si sono aperte le porte del carcere: su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, il giovane è stato trasferito presso la Casa Circondariale “Lorusso-Pagliarelli” in attesa dell’udienza di convalida. È doveroso sottolineare che l’indagato, seppur gravato da pesanti indizi, è da considerarsi innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva, in ossequio ai principi costituzionali che regolano l’iter processuale italiano.



