Palermo, far west allo Zen: spari e bomba carta contro la chiesa di Padre Giannalia

Un risveglio amaro, segnato dalla paura e dal rumore sordo della violenza, ha scosso questa mattina il quartiere Zen di Palermo. Quella che doveva essere una domenica di preghiera e attività pastorale si è trasformata in una scena del crimine, con la parrocchia di San Filippo Neri, storico presidio di legalità e speranza in una delle zone più complesse del capoluogo siciliano, finita nel mirino di ignoti criminali.
L’allarme è scattato prima dell’inizio delle consuete attività domenicali, quando padre Giovanni Giannalia e i fedeli, pronti per il corso dedicato alle cresime, si sono trovati di fronte a uno scenario di devastazione. Via Fausto Coppi è stata transennata dagli agenti della Polizia di Stato e dagli specialisti della Scientifica, impegnati per ore nei rilievi balistici e nella repertazione delle tracce lasciate da un vero e proprio assalto armato. L’obiettivo dell’incursione è stato l’ingresso secondario dell’edificio sacro, quello che conduce all’area del teatro parrocchiale, un luogo simbolo di aggregazione per i giovani del quartiere.
Secondo le prime ricostruzioni, la struttura è stata investita da una potente deflagrazione. Non è ancora chiaro se si sia trattato di una bomba carta artigianale o di un assemblaggio di grossi petardi, ma la potenza dell’onda d’urto è stata tale da danneggiare visibilmente l’ingresso. Tuttavia, l’aspetto più inquietante emerso dai rilievi riguarda l’uso di armi da fuoco. Sulla porta e nelle aree adiacenti sono stati rinvenuti i segni inequivocabili di una sparatoria: fori causati da colpi di fucile caricato a pallettoni e diversi bossoli di pistola, lasciati sull’asfalto come una firma di prepotenza.
“In questi giorni sembra di essere in uno scenario di guerra”, ha commentato con amarezza il parroco, padre Giannalia, descrivendo un clima di tensione crescente che attanaglia il quartiere. La gravità dell’accaduto è amplificata dal fatto che i proiettili non si sono fermati all’esterno, ma hanno perforato le barriere penetrando all’interno dei locali. È solo per una fortuita coincidenza che non si contano feriti o vittime: “Che fortuna… basti pensare che ieri eravamo qui fino all’una circa. Poteva finire molto peggio”, ha sottolineato il sacerdote, evidenziando come fino a poche ore prima quei locali fossero vissuti dalla comunità. Le indagini sono ora in corso per risalire agli autori e al movente di questo vile atto intimidatorio.



