Palermo, blitz antidroga: tre arresti e il “libro mastro”

L’offensiva contro il mercato degli stupefacenti nel capoluogo siciliano ha registrato nelle ultime ore un’importante accelerazione, culminata in una serie di operazioni chirurgiche condotte dai Carabinieri della Compagnia San Lorenzo. L’attività di controllo, dispiegata su più fronti per arginare il fenomeno dello spaccio nelle piazze cittadine, ha portato all’arresto di tre uomini, tutti palermitani di età compresa tra i ventuno e i trentatré anni, e alla denuncia a piede libero di una donna, rimasta coinvolta nel tentativo di occultare le prove di reato. Le indagini hanno svelato scenari differenti ma accomunati dalla persistenza di condotte illecite, portando alla luce anche la contabilità segreta dei traffici illeciti.
Il primo intervento ha interessato il quartiere Olivuzza, dove l’attenzione dei militari della locale Stazione si è concentrata sui movimenti sospetti attorno all’abitazione di un trentatreenne. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine e sottoposto alla misura della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, è finito nel mirino degli investigatori che sospettavano una violazione delle prescrizioni imposte. L’intuizione si è rivelata fondata nel momento in cui è scattata la perquisizione domiciliare: all’interno di un mobile della camera da letto, i Carabinieri hanno rinvenuto un vero e proprio deposito di droga e documentazione. Oltre a duecentotrenta grammi di hashish e al materiale per il confezionamento, è spuntato fuori un manoscritto, un “libro mastro” contenente nomi e cifre, prova tangibile della fitta rete di crediti e vendite gestita dall’indagato.
Lo scenario è cambiato spostandosi in via Rocky Marciano, nel quartiere San Filippo Neri, dove i militari hanno intercettato un ventunenne colto in flagranza mentre cedeva involucri ad alcuni acquirenti, i quali sono riusciti a dileguarsi tra i padiglioni alla vista della pattuglia. La perquisizione personale ha permesso di scoprire il nascondiglio della merce: sedici dosi di cocaina erano state occultate all’interno di un barattolino metallico nascosto nella manica della felpa, insieme a quattrocento euro in contanti, ritenuti il provento dell’attività di spaccio appena interrotta.
L’ultimo episodio ha avuto luogo nella zona di Altarello di Baida e ha visto protagonista un altro trentatreenne, in affidamento in prova ai servizi sociali, fermato alla guida della sua auto nonostante la patente gli fosse stata revocata, reato per cui era già recidivo. Durante il controllo, l’evidente nervosismo dell’uomo ha insospettito i militari, che hanno notato un passaggio repentino di un oggetto nelle mani della moglie seduta accanto a lui. La manovra diversiva non ha avuto successo: la perquisizione ha rivelato che la donna aveva nascosto nella tasca del giubbotto trentasei dosi di crack, consegnatele dal marito per evitare il sequestro. Lui è finito in manette, lei è stata denunciata per favoreggiamento. Tutti i provvedimenti sono stati convalidati dal Giudice per le Indagini Preliminari, mentre la droga è stata inviata al laboratorio analisi del Comando Provinciale. Come da prassi costituzionale, per tutti gli indagati vige la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.



