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Palermo Post > Blog > Lifestyle > Formazione > Opportunità. Formazione dei lavoratori siciliani
Formazione

Opportunità. Formazione dei lavoratori siciliani

Roberta D'Asta
Ultimo Aggiornamento: 18 Maggio 2025 19:52
Roberta D'Asta - Roberta D'Asta
Pubblicato 8 Febbraio 2023
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Nubes Formazione

Mancano ancora  venti giorni, salvo proroga, alla scadenza dell’avviso 4/2022 della Regione Siciliana, un’opportunità per le imprese siciliane. A pubblicarne le direttive è L’assessorato dell’Istruzione e della Formazione professionale dell’Isola. Un piccolo tesoretto di € 5.000.000, che schiaccia l’occhio alle risorse del PR Sicilia FSE+ 2021-2027 – Priorità P2 – obiettivo ES04.7 e che prende il testimone dall’obiettivo specifico 10.4 del PO FSE Sicilia 2014-2020. Insomma, per riassumere: un finanziamento a sostegno delle imprese che intendono rafforzare, attraverso progetti formativi (alias corsi di formazione), sia le competenze tecniche, sia le cosiddette “soft Skills” dei propri lavoratori e non solo.

Fin troppo spesso, oggi, si sente parlare del bisogno di avere dipendenti e/o di essere lavoratori “skillati”, a tal proposito vediamo nello specifico a cosa può essere utile l’avviso 4/2022.  Intanto, bisogna precisarne la caratteristica fondamentale: l’avviso adotta la procedura valutativa a sportello. Ovvero, la valutazione delle istanze verrà fatta tenendo conto dell’ordine cronologico (fino a scadenza termini) di ricezione delle stesse da parte dell’Ente.

Un altro aspetto interessante è la sua articolazione in tre differenti tipologie di intervento (che all’apparenza vedono come protagonista assoluto le imprese, ma che scrittura soprattutto gli Enti di Formazione al ruolo di star:

  • Progetti formativi aziendali, tipologia a). Un’opportunità per la singola impresa che vuole essere sia soggetto proponente, sia soggetto attuatore dei corsi, ma sempre nel rigoroso rispetto delle linee del vademecum dell’allegato 10. Per citare due linee guida: possesso di una struttura interna con: stanza per direttore didattico, segreteria, aula docenti, aula discenti…etc, un direttore/coordinatore corso con 5 anni di esperienza nel ruolo, corredato da una qualsiasi laurea magistrale e, ovviamente, molto altro ancora…(meglio allora un partenariato con un Ente di Formazione!)
  • Progetti formativi multi-aziendali, tipologia b). Qui è esplicitamente obbligatorio che le imprese, almeno tre e con esigenze formative omogenee, deleghino sia la realizzazione, sia l’attuazione del progetto ad un ente di formazione o Università o una Fondazione ITS.
  • Progetti formativi di aggiornamento, specializzazione, riqualificazione a composizione mista, tipologia c). Anche in questo caso, per le aziende è obbligatorio demandare gli interventi, questa volta con la possibilità di creare vere e proprie ATS composte da più soggetti formativi.

Opportunità per i dipendenti e non solo

I destinatari dei percorsi formativi saranno lavoratori, lavoratrici occupati sia dipendenti che autonomi, così come dichiarato nell’articolo 6 dell’avviso 4/2022. In particolare, per i lavoratori e le lavoratrici dipendenti (con contratto a tempo determinato, indeterminato, con contratto di lavoro intermittente o di apprendistato), sono riservate le attività formative presentate o su tipologia d’intervento a) o su tipologia d’intervento b). Mentre, le attività formative per manager, titolari e soci d’impresa, liberi professionisti e lavoratori autonomi è riservata ai progetti che seguono la linea d’intervento: tipologia c).

Attenzione ai cosiddetti “falsi amici”, bisogna porre particolare attenzione all’articolo art. 3, comma 1 – a) e metterlo immediatamente in correlazione con l’articolo 7, comma 1). Infatti, nel primo viene dichiarato che al finanziamento “possono accedervi tutte le tipologie di imprese indipendentemente dalla loro dimensione […]”, mentre nell’altro si afferma che la tipologia di intervento a) “è destinata alle imprese di dimensioni tali da consentire la formazione di un’aula” di minimo 5 utenti per le PMI e 8 utenti per le grandi imprese (sicuramente, un futile dettaglio, a fronte di una grossa opportunità). Un altro elemento da attenzionare è l’articolo 5 comma 1, dove si specifica che le imprese devono essere assoggettate al contributo dello 0,30% sul monte salari di cui all’art. 12 della legge 160/75 e successive modifiche.

Le domande di istanza devono essere rigorosamente compilate e presentate attraverso la piattaforma telematica abilitata. La procedura una volta aperta resta disponibile 20gg, allo scadere dei quali se non viene data conferma ed indipendentemente dai termini di scadenza dell’avviso non sarà più possibile presentare l’istanza.

Resta, quindi, di augurarsi che le imprese colgano questa opportunità per valorizzare il proprio capitale umano e garantire così una sempre crescente competitività delle imprese siciliane.

Roberta D’Asta – Palermo Post

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