Liste D’Attesa il CSA attende incontro con l’assessore Volo

Redazione
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“Apprendiamo dell’iniziativa del Codacons contro le lunghe liste d’attesa che costringono i pazienti a rivolgersi alle strutture sanitarie private per potersi curare.   Le strutture accreditate esterne della specialistica da tempo chiedono un ampliamento dell’aggregato per rendere tutte le prestazioni che i cittadini siciliani richiedono.  Chiediamo un ulteriore incremento di spesa, essendo   sottostimato il fabbisogno sul territorio, rischiando ogni fine mese di rinviare i pazienti con esenzioni alle erogazioni a pagamento delle prestazioni in Sicilia”.
A sostenerlo sono i rappresentanti della Confederazione sindacati accreditati – a cui aderiscono nove sigle sindacali, in rappresentanza del sessanta percento delle strutture regionali sanitarie accreditate della Sicilia – attraverso una informativa firmata dal presidente Anna Lo Presti, dal segretario regionale Salvatore Pizzuto e dal coordinatore Pietro Miraglia.
Gli accreditati convenzionati sono circa 1700 strutture possono erogare in modo capillare ai cinque milioni di cittadini le prestazioni richieste.
“La nostra rappresentanza sindacale – continuano da Csa – sarà presente mercoledì 8 maggio alla convocazione dell’assessore alla Sanità Giovanna Volo, chiederemo che l’aggregato sia più ampio per evitare di interrompere le prestazioni per i budget insufficienti a coprire l’intero mese con il rischio delle liste d’attesa. Inoltre ci proponiamo come strutture del territorio che assieme al pubblico possono presentare dei progetti sulla prevenzione. Siamo convinti che si potrà arrivare ad un accordo per assicurare la giusta assistenza ai siciliani”.
“All’assessore Volo – concludono i sindacalisti Csa – chiederemo che l’aggregato sia sufficiente per coprire le prestazioni necessarie per la salute dei siciliani ed evitare di interrompere le prestazioni per i budget insufficienti a coprire l’intero mese con il rischio delle liste d’attesa, facciamo ancora una volta presente che non ci siamo mai sottratti a dare assistenza ai siciliani rendendo prestazioni non rimborsate”.
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