Sicilian Tour Sicilian Tour Pubblicità
Breaking News
Dalla Politica

Intolleranza contro il centro disabili sorto in un bene confiscato

Un segnale forte e una presenza concreta per dire “no” a ogni forma di intolleranza e per ribadire il valore inestimabile di un bene restituito alla collettività. Si è svolto ieri mattina un importante incontro presso il centro socio-educativo “La Gabbianella” di via Guido Libertini 15, un luogo che è simbolo di riscatto e inclusione, essendo stato ricavato da un bene confiscato alla criminalità organizzata.

A visitare la struttura, gestita con dedizione dall’associazione AFADI ETS, sono state l’assessora alle Politiche Sociali, Mimma Calabrò, e l’assessora al Patrimonio e ai Beni Confiscati, Brigida Alaimo. La loro presenza è stata una risposta diretta e sentita ad alcuni gravi episodi di intolleranza che si sono recentemente verificati ai danni dell’associazione, che ogni giorno offre un punto di riferimento fondamentale per giovani e adolescenti con disabilità cognitive, fornendo loro attività educative, laboratori, percorsi artistici e un supporto essenziale anche per le famiglie e i caregiver.

La visita è stata l’occasione per toccare con mano l’impatto positivo del centro sul territorio. “La visita ci ha permesso di constatare come il bene confiscato sia oggi un luogo vivo, restituito alla collettività e gestito con impegno. Un esempio concreto di come l’utilizzo sociale riempia di contenuti reali il bene stesso”, ha dichiarato con soddisfazione l’assessora Calabrò al termine dell’incontro.
Un messaggio di sostegno e protezione è arrivato con forza anche dalle parole dell’assessora Alaimo. “Questa iniziativa dimostra come i beni confiscati, grazie all’impegno degli assegnatari, possano diventare veri presìdi di legalità e inclusione. Chi lavora in questi luoghi merita rispetto e protezione”, ha sottolineato Alaimo, aggiungendo un monito importante: “Le istituzioni devono essere presenti e offrire un sostegno concreto e continuativo. Restituiti alla collettività, questi beni diventano strumenti di rigenerazione sociale, culturale ed economica”.

L’incontro ha voluto quindi rimarcare il doppio valore, simbolico e civile, di queste operazioni. Destinare un bene sottratto alle mafie ad attività sociali significa non solo infliggere un colpo al potere criminale, ma soprattutto trasformare un simbolo di oppressione in uno spazio di speranza, partecipazione e inclusione, capace di generare opportunità concrete per le fasce più fragili della popolazione. Un presidio di legalità che, come hanno dimostrato le istituzioni, non può e non deve essere lasciato solo di fronte all’inciviltà.

Nata nel cuore pulsante della Sicilia, Simona Di Salvo, 32 anni, si sta rapidamente affermando come una delle voci più promettenti del giornalismo locale nel vibrante territorio che si estende da Bagheria fino a Cefalù, conosciuto come la Costa d'Oro della provincia di Palermo. Con una penna acuta e un'innata curiosità, Simona collabora attivamente con la rete di magazine e quotidiani Media Post Network, portando alla luce storie, cronache e approfondimenti che toccano l'anima di questa affascinante area.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.