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Archivio

I dettagli dell’Operazione che ha smantellato i mandamenti mafiosi da Bagheria a Terrasini

Redazione
Ultimo Aggiornamento: 11 Febbraio 2025 12:57
Redazione - Redazione Palermo Post
Pubblicato 11 Febbraio 2025
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Nubes Formazione

L’operazione antimafia condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo ha portato all’arresto di 183 persone, tra cui 33 già detenute per altri reati. L’azione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e dall’Ufficio del G.I.P. del Tribunale di Palermo, ha smantellato i mandamenti mafiosi di “Porta Nuova”, “Pagliarelli”, “Tommaso Natale – San Lorenzo” e “Bagheria”, colpendo un vasto sistema criminale.

Contents
Una mafia al passo coi tempiL’economia mafiosa tra droga e gioco d’azzardoIl controllo del territorio e le estorsioniLa disponibilità di armi e l’uso della violenzaUna rete di informatori a protezione della mafia

L’indagine, avviata tra il 2023 e il 2025, ha svelato un’organizzazione capace di adattarsi ai tempi moderni, mantenendo salde le sue radici tradizionali. Oltre ai reati di associazione mafiosa, le accuse comprendono tentato omicidio, estorsione, traffico di stupefacenti, favoreggiamento personale, reati in materia di armi e gioco d’azzardo illecito.

Una mafia al passo coi tempi

Le investigazioni hanno dimostrato come Cosa Nostra abbia integrato tecnologie avanzate nel proprio operato. L’uso di smartphone criptati ha permesso ai boss di comunicare in modo sicuro, evitando il rischio di intercettazioni e riducendo al minimo la necessità di riunioni fisiche. Un esponente del mandamento di Porta Nuova, latitante per circa due anni, è riuscito a mantenere il controllo dell’organizzazione grazie a questi strumenti, fino al suo arresto nel marzo 2024.

Parallelamente, è stato scoperto un sistema di introduzione di telefoni cellulari e schede SIM nelle carceri, che ha permesso ai detenuti di continuare le loro attività criminali. Questo aspetto conferma la capacità dell’organizzazione di rimanere attiva nonostante le misure di sicurezza adottate dalle autorità.

L’economia mafiosa tra droga e gioco d’azzardo

Il traffico di droga continua a rappresentare una delle principali fonti di guadagno per Cosa Nostra. Le indagini hanno evidenziato stretti rapporti con la ‘ndrangheta calabrese per l’approvvigionamento di stupefacenti, nonché una gestione coordinata tra i mandamenti palermitani. Complessivamente, sono stati sequestrati 43 kg di cocaina, 8,5 kg di hashish e 335 grammi di crack.

Oltre alla droga, il gioco d’azzardo illegale costituisce un altro settore strategico per l’organizzazione. Le scommesse online sono controllate dalla mafia attraverso accordi con imprenditori del settore, che pagano per ottenere protezione e per imporre i loro siti nelle agenzie di scommesse del territorio.

Il controllo del territorio e le estorsioni

L’estorsione resta un meccanismo centrale per il controllo del territorio. Commercianti e imprenditori sono costretti a versare il pizzo o ad acquistare prodotti da fornitori vicini alla mafia. Le indagini hanno accertato almeno 50 episodi di estorsione, ma il numero reale potrebbe essere molto più alto, considerando il timore diffuso tra le vittime di denunciare.

Un caso emblematico riguarda la distribuzione di pesce nelle borgate marinare di Mondello e Sferracavallo, dove i ristoratori erano costretti ad acquistare solo dai fornitori imposti dalla mafia, escludendo qualsiasi concorrenza.

La disponibilità di armi e l’uso della violenza

Nonostante la strategia di basso profilo adottata negli ultimi anni, Cosa Nostra mantiene una significativa disponibilità di armi. Durante l’operazione sono stati sequestrati fucili, pistole e munizioni. La violenza, sebbene usata con maggiore cautela rispetto al passato, rimane un mezzo per mantenere l’ordine interno e risolvere controversie.

Alcuni episodi recenti hanno dimostrato come il ricorso alla forza sia ancora una pratica diffusa: da pestaggi ordinati per risolvere dispute personali, fino a tentati omicidi legati alla gestione delle piazze di spaccio.

Una rete di informatori a protezione della mafia

Le indagini hanno rivelato la presenza di una rete di informatori all’interno delle istituzioni. Un commesso giudiziario della Procura di Palermo è stato arrestato per aver fornito informazioni riservate sui procedimenti in corso. Inoltre, è emersa la complicità di un avvocato che avrebbe avvisato un esponente mafioso dell’esistenza di un’indagine a suo carico.

L’operazione condotta dai Carabinieri rappresenta un colpo significativo alla struttura di Cosa Nostra, confermando come l’organizzazione sia ancora radicata nel territorio e capace di adattarsi ai cambiamenti. L’azione coordinata delle forze dell’ordine dimostra la determinazione dello Stato nel contrastare la criminalità organizzata, ma evidenzia anche la necessità di mantenere alta l’attenzione per evitare una riorganizzazione del sistema mafioso.

La lotta contro la mafia continua, e il successo delle operazioni dipenderà anche dalla collaborazione della società civile e dalla volontà delle vittime di denunciare le pressioni criminali. Solo attraverso un impegno congiunto sarà possibile indebolire definitivamente il potere di Cosa Nostra e restituire il controllo del territorio ai cittadini onesti.

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