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Depuratore in tilt a Cefalù, guasto e reflui in mare: allarme in piena stagione

Un impianto di depurazione che tracima reflui a poche settimane dal picco di presenze estive e un presidio tecnico potenziato solo a metà: è il quadro, grave e paradossale, che emerge dalla risposta inoltrata da Amap al Comune di Cefalù dopo lo sversamento verificatosi il 13 giugno nelle vasche del depuratore di contrada Sant’Antonio.

La società, che gestisce il servizio idrico integrato, attribuisce l’incidente a un guasto improvviso del PLC, il cervello elettronico che governa l’intero processo depurativo; un’avaria che ha mandato in tilt le pompe di sollevamento, provocando l’uscita di liquami non trattati e l’inevitabile scia di timori fra residenti e imprenditori balneari. Amap assicura che, «con decorrenza immediata e per l’intera stagione balneare 2025», saranno rafforzati turni e presidi in impianto, ma nulla dice sulla copertura del resto dell’anno: eppure Cefalù non è solo meta balneare, bensì destinazione turistica internazionale con flussi che superano ormai i nove mesi; lasciare scoperto l’autunno significa esporsi a nuovi stop tecnici proprio mentre i compromessi equilibri degli ecosistemi costieri chiedono sorveglianza costante.

Lo ricordano Pasqualino Turdo, consigliere comunale di minoranza, e Antonino Randazzo, consigliere metropolitano palermitano, entrambi del movimento 5 stelle. Che in una nota congiunta dichiarano “Auspichiamo tuttavia che tale potenziamento venga esteso all’intero anno solare e non limitato esclusivamente al periodo estivo”.

Nel frattempo, la corsa a prenotare ombrelloni e camere continua a ritmo record: i dati dell’Osservatorio turistico regionale proiettano per luglio e agosto occupazioni superiori all’85 per cento, con una prevalenza di arrivi stranieri attratti dal riconoscimento Unesco della Cattedrale normanna e dal fascino di un litorale premiato per qualità ambientale. In questo contesto, il solo sospetto di balneazione a rischio equivale a un colpo diretto alla reputazione internazionale della cittadina, già costretta l’estate scorsa a far fronte a carenze idriche e rallentamenti nella raccolta rifiuti.

Il Comune ha annunciato controlli analitici aggiuntivi e un tavolo tecnico permanente con Amap, Arpa e Capitaneria di porto; ma l’episodio del 13 giugno resta un campanello d’allarme che trascende l’urgenza contingente, ponendo interrogativi sulla resilienza di infrastrutture pensate per un afflusso turistico di molto inferiore all’attuale. Se il guasto del PLC è stato un imprevisto, la mancanza di ridondanza e di un presidio annuale è un vulnus programmatico destinato a riproporsi. Ecco perché, al di là della rassicurazione estiva, la comunità chiede alla società di gestione e alla politica locale un salto di qualità strutturale: manutenzione predittiva, telecontrollo h24 e piani di emergenza che impediscano di dover assistere, ogni volta che la città si riempie di turisti, al copione di un’emergenza annunciata dove, a pagare, rischiano di essere salute pubblica e credibilità di Cefalù nel competitivo mercato dell’accoglienza globale.

Nata nel cuore pulsante della Sicilia, Simona Di Salvo, 32 anni, si sta rapidamente affermando come una delle voci più promettenti del giornalismo locale nel vibrante territorio che si estende da Bagheria fino a Cefalù, conosciuto come la Costa d'Oro della provincia di Palermo. Con una penna acuta e un'innata curiosità, Simona collabora attivamente con la rete di magazine e quotidiani Media Post Network, portando alla luce storie, cronache e approfondimenti che toccano l'anima di questa affascinante area.

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