Crisi comune. Parla Fabio Teresi presidente della quinta circoscrizione

Abbiamo incontrato Fabio Teresi, presidente uscente della V circoscrizione. Ad un anno dalla scadenza del suo mandato ci ha fatto un bilancio dei suoi dieci anni, ci ha parlato di futuro e della crisi dell’attuale maggioranza.

Presidente é arrivato alla fine del secondo mandato ci fa un bilancio?

Un’esperienza eccezionale, sia dal punto di vista umano che politico. Questa città ha bisogno di tanta attenzione. In primis, ho cercato di dare dignità alla circoscrizione, intesa come istituzione. Ho messo in atto piccoli e grandi interventi sul territorio: l’apertura di piazza Principe di Camporeale; lo spostamento del mercatino della zisa e quello della nostra sede, che ha permesso di risparmiare 55 mila euro ai cittadini. Ho fatto questo, nonostante non vengano attribuiti alle circoscrizioni pieni poteri. Ma la vittoria più bella é stata essere riuscito a costruire una rete, che mette insieme parrocchie, scuole, cittadini ed associazioni che si prendono cura del loro stesso territorio. Un esempio di partecipazione dal basso che rivendico con orgoglio. Concludo questa esperienza con la certezza che le circoscrizioni possono dare di più, ma con gli attuali poteri siamo limitati.

Fabio Teresi ha progetti politici per il futuro? Si candiderà?

Vorrei continuare a contribuire al cambiamento di questa bellissima città. Non mi voglio fermare, ho ancora tantissima energia ed entusiasmo. Sono sicuro di avere ancora molto da dare a questa città. Mi candiderò? Certo, mi candiderò alle prossime elezioni amministrative.

Cosa sta succedendo nel centrosinistra a guida Orlando? Non pensa ci sia il rischio di buttare il bambino con l’acqua sporca?

Non è il momento di divisioni, ma bisogna invece impegnarsi assieme nel risolvere i problemi della gente. Sinceramente mi appassionano poco le polemiche e le tattiche politiche. Sono un uomo pragmatico mi interessa trovare soluzioni per la cittadinanza stremata da più di un anno di Pandemia sanitaria che rischia di lasciare il passo alla pandemia economica. Non possiamo permettercelo.

Il Pd sceglierà Italia Viva e i moderati o la sinistra e il movimento 5 stelle?

La sinistra ha il dovere di portare avanti un progetto che viene da lontano: Palermo rivendica il suo ruolo nel Mediterraneo, ma per farlo bisogna prima risolvere le difficili questioni, come le periferie abbandonate, il decoro urbano e l’immondizia che invade le nostre strade. Come centro sinistra, noi dobbiamo diventare partito centrale per unire assieme sinistra, moderati, Movimento Cinque Stelle e uomini di buona volontà. Non sarà certo il Partito Democratico ad alzare muri; noi siamo nati con l’obiettivo di abbattere steccati e  pregiudizi.

Quali le priorità per la Palermo del dopo Orlando?

Abbiamo bisogno, dopo l’esperienza Orlando, di creare una coalizione che con serietà possa portare Palermo verso una nuova luce. Dobbiamo pensare ad una nuova città, e sono convinto che per farlo sia necessaria una nuova classe dirigente, la stessa che per molto tempo ha lavorato dietro le quinte. Non possiamo stare a guardare, ma dobbiamo impegnarci nel mostrare che c’è una nuova classe dirigente in città.

Redazione – Palermo Post

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