Colonvaginoplastica laparoscopica al Policlinico

Nuova tecnica di chirurgia ricostruttiva per i percorsi di affermazione di genere
Per la prima volta al Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo è stata eseguita una colonvaginoplastica per via laparoscopica, cioè la creazione di una neovagina utilizzando un tratto di colon vascolarizzato. L’intervento rientra nei percorsi di affermazione di genere e allarga la gamma di opzioni disponibili in Sicilia per chi affronta un percorso di transizione.
A operare è stata un’équipe mista. Antonino Agrusa, direttore della UOSD di Chirurgia Laparoscopica, ha curato il prelievo e il trasferimento del segmento colico, coadiuvato da Giuseppe Di Buono. Giovanni Zabbia, della UOC di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, si è occupato della ricostruzione dei genitali esterni e della preparazione della cavità che ospita la neovagina. L’assistenza anestesiologica è stata affidata ad Antonio Gallina.
Il percorso dedicato alle persone con incongruenza di genere è attivo dal 2013 nell’unità operativa di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, oggi diretta da Francesca Toia, e richiama pazienti da tutta Italia. La procedura appena eseguita combina due fasi distinte: la parte ricostruttiva affidata a Zabbia e quella laparoscopica seguita da Agrusa.
Rispetto alla chirurgia addominale classica, l’approccio mininvasivo comporta tagli più piccoli e un trauma ridotto per la parete dell’addome. La colonvaginoplastica può essere scelta come primo intervento, oppure quando i tessuti genitali a disposizione non bastano a garantire una neovagina con profondità e caratteristiche adeguate, o ancora come revisione di una vaginoplastica precedente. Si tratta di una tecnica già rodata in centri specializzati esteri, la cui disponibilità a Palermo amplia le possibilità di cura nel Paese.
La direttrice generale Maria Grazia Furnari ha spiegato che l’introduzione della procedura rientra nell’impegno dell’azienda ospedaliera universitaria a garantire trattamenti di alta complessità e innovazione, adottando tecniche già presenti nei principali centri internazionali. L’obiettivo, ha aggiunto, è offrire percorsi di cura sempre più completi anche in ambiti altamente specialistici, limitando la necessità di rivolgersi a strutture fuori regione o all’estero e consolidando il ruolo del Policlinico come punto di riferimento per l’alta specialità.



