Cinisi, questura chiude il Quetzal

La questura ha disposto un secondo provvedimento di chiusura per la discoteca Quetzal di Cinisi. La misura, valida per dieci giorni, arriva dopo una nuova serie di episodi di violenza registrati all’esterno del locale. È il secondo stop della stagione: il primo era scattato a luglio, in seguito ai tafferugli della notte del 29 giugno.
Negli ultimi mesi l’area attorno al club è stata più volte teatro di interventi delle forze dell’ordine. Ad agosto sono stati lanciati sassi, con il ferimento di due addetti alla sicurezza e il danneggiamento dell’auto del titolare. Anche lo scorso fine settimana, stando a quanto riferito, si sono verificati momenti di forte tensione con risse davanti all’ingresso; sul posto sono intervenuti i carabinieri per separare i gruppi e ripristinare la calma.
Il nuovo stop amministrativo ha durata limitata ma impatto immediato sulla programmazione del locale, che dovrà sospendere gli eventi già annunciati per i prossimi giorni. Il provvedimento punta a interrompere la sequenza di disordini connessi alla frequentazione del club e a garantire un periodo di raffreddamento, durante il quale vengono sollecitate verifiche sulle misure di prevenzione adottate dagli organizzatori, in particolare gestione degli afflussi, filtri agli ingressi e presidio delle aree limitrofe.
La direzione dovrà fornire alla commissione competente la documentazione relativa ai piani di sicurezza, all’impiego degli steward e alle procedure di coordinamento con le forze dell’ordine. In genere, nei casi di reiterazione di episodi violenti all’esterno dei locali, le autorità chiedono un rafforzamento dei controlli nelle fasce orarie critiche, un’organizzazione più rigida delle file d’accesso, la presenza di personale di sicurezza con qualifiche adeguate e il monitoraggio delle vie di deflusso. Saranno valutati anche gli orari di chiusura e l’eventuale introduzione di regolamenti interni più stringenti su vendita e consumo di alcolici.
Il provvedimento di chiusura è immediatamente esecutivo. La proprietà ha facoltà di presentare memorie o impugnare la misura nelle sedi previste dalla legge, ma fino alla scadenza dei dieci giorni l’attività resta sospesa. Intanto i residenti della zona, che nelle ultime settimane avevano segnalato schiamazzi e disordini, auspicano che le prescrizioni imposte consentano una ripresa più ordinata delle serate.
I carabinieri continueranno a presidiare l’area nelle ore serali e notturne. Al termine della sospensione, l’attenzione resterà alta: l’eventuale ripresa dell’attività sarà accompagnata da ulteriori controlli per verificare l’effettiva adozione delle misure correttive richieste e la tenuta dell’ordine pubblico nei pressi del locale.



