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Centrodestra fumata grigia. Restano i nodi Vicesindaco e Musumeci

La fumata, al termine del conclave del centrodestra sulla candidatura unitaria alle Amministrative di Palermo, è grigia. La prima a lasciare la comitiva nella serata di ieri all’Hotel delle Palme è Carolina Varchi, deputata di FdI che saluta i cronisti da lontano con un sorriso, poi è la volta dell’assessore regionale al territorio Toto Cordaro e del commissario di Forza Italia in Sicilia Gianfranco Miccichè. “Siamo molto vicini – dice Miccichè ai cronisti -, l’accordo in linea di massima c’è. Mancano soltanto dei dettagli”. Poi la battuta ironica indirizzata a Franco Miceli, portabandiera del centrosinistra allargato al Movimento cinque stelle in campo per le amministrative di Palermo: “Può stare ‘tranquillo’, avrà un solo avversario del centrodestra”. Il “clima disteso”, che diverse fonti avevano fatto trapelare nel corso di tutto l’incontro, viene confermato dai volti dei protagonisti del vertice dell’Hotel delle Palme. Un summit di quasi tre ore, concluso a tarda sera, che però non ha dato l’ok definitivo a quella ricomposizione del centrodestra che tutti dicono di volere. Quei “dettagli” che mancano al completamento del puzzle faranno sì che la riunione non si concluderà con la nota unitaria che l’Udc, partito big sponsor di Roberto Lagalla, auspicherebbe: “Per stasera abbiamo finito – è la risposta che Miccichè dà a chi gli chiede di rientrare in albergo per un ultimo passaggio con gli altri partecipanti -, ne riparliamo domani mattina”.

Lagalla resta in pole position ma il nodo regionali pesa come un macigno su un’intesa che vedrebbe il passo indietro dell’altro contendente, Francesco Cascio. “L’accordo unitario deve includere anche l’ok al Musumeci bis”, osservano a tarda sera fonti di Fratelli d’Italia, sottolineando con un ideale evidenziatore il punto dirimente di tutta la vicenda: la garanzia chiesta dai meloniani e da Diventerà bellissima, movimento di Musumeci, della ricandidatura dell’attuale governatore alle regionali d’autunno e, di contro, le resistenze di Forza Italia. Cascio, che fino a poche ore prima del vertice aveva lanciato segnali per nulla arrendevoli con una frase vergata sui social (“Continua il lavoro per definire il programma da sottoporre ai cittadini”), lascerà l’Hotel delle Palme poco dopo Miccichè senza rilasciare dichiarazioni. Si ferma con i cronisti, invece, Lagalla: “Stiamo andando avanti bene – dice -. La volontà generale è quella di andare uniti, siamo sulla strada per il raggiungimento di un accordo nelle prossime ore”. La sensazione è che l’ex assessore regionale all’Istruzione sia all’ultimo chilometro di una corsa che lo vede avanti rispetto a Cascio, il terzo contendente, Totò Lentini, è ormai sulla via del ritiro nello scenario del candidato unico del centrodestra. Le parti dovranno tornare a parlarsi, forse già nella giornata di oggi: “Il clima è sereno”, chiosa Lagalla a pochi minuti dallo scoccare della mezzanotte, consapevole che sarà necessario più di un un passaggio per potere ottenere la fumata bianca.

Intanto si defila Italia Viva direttamente per voce di Renzi “A Palermo se su Lagalla si ricostruirà il centrodestra noi non ci saremo. Le candidature civiche sono un film, ma se si ricostruisce il centrodestra, come potrebbe accadere, anche attorno a un nome perbene come quello di Lagalla noi non saremo in quella coalizione. Non sosterremo il centrodestra unito a Palermo”.

Redazione – Palermo Post

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