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Casteldaccia senza banca: “Servizi azzerati, cittadini esasperati”

casteldaccia piange teresa spanò

CASTELDACCIA – Un centro abitato con oltre dodicimila residenti rimasto privo di una filiale bancaria. È quanto accade a Casteldaccia, dove la chiusura della sede locale di Monte dei Paschi di Siena e il conseguente trasferimento delle attività a Bagheria hanno sollevato forte malcontento tra la popolazione. La situazione è aggravata dal fatto che l’unico sportello bancomat rimasto operativo risulta frequentemente fuori servizio e in condizioni igieniche giudicate “precarie” dai cittadini.

Da settimane, i cittadini lamentano l’impossibilità di accedere a servizi essenziali, come il prelievo di contanti o l’assistenza su operazioni bancarie, senza dover affrontare spostamenti complicati. Raggiungere Bagheria, infatti, comporta lunghi tempi di percorrenza a causa degli interminabili lavori sulla Palermo Catania, infatti il traffico sulla strada statale è sempre intenso, trasformando anche le operazioni più semplici in un’impresa. A farne le spese, in particolare, sono gli anziani, che hanno poca familiarità con l’home banking e i pagamenti elettronici e le persone senza mezzi di trasporto propri, che si ritrovano isolati dal sistema bancario.

“Un’intera comunità è stata privata di un presidio fondamentale – spiegano alcuni residenti – e l’alternativa offerta non è all’altezza delle esigenze di un paese di queste dimensioni”. L’amarezza si mescola alla richiesta di un intervento immediato: non solo alla banca, ma anche alle istituzioni locali e alle autorità competenti si chiede un impegno per ristabilire un servizio minimo che garantisca dignità e accessibilità.

La vicenda di Casteldaccia si inserisce in un contesto più ampio di riduzione degli sportelli nei piccoli e medi comuni, un fenomeno che solleva interrogativi sull’equilibrio tra digitalizzazione e inclusione. Intanto, cresce la pressione sulla politica locale, chiamata a farsi portavoce di una comunità che chiede di non essere dimenticata.

Nata nel cuore pulsante della Sicilia, Simona Di Salvo, 32 anni, si sta rapidamente affermando come una delle voci più promettenti del giornalismo locale nel vibrante territorio che si estende da Bagheria fino a Cefalù, conosciuto come la Costa d'Oro della provincia di Palermo. Con una penna acuta e un'innata curiosità, Simona collabora attivamente con la rete di magazine e quotidiani Media Post Network, portando alla luce storie, cronache e approfondimenti che toccano l'anima di questa affascinante area.

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