Carini ancora furti di rame. Lo sfogo del Sindaco: “lottiamo contro il buio”

“Preoccupa di più il buio delle coscienze”. È un grido d’allarme, un’accusa e un appello accorato quello lanciato dal sindaco di Carini, Giovì Monteleone, di fronte all’ennesimo furto di rame che ha lasciato al buio un altro pezzo della sua città. Un attacco durissimo non solo contro i ladri, ma anche contro l’omertà e l’indifferenza di chi vede e non denuncia, preferendo “criticare sui social” piuttosto che collaborare.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è l’ultimo furto avvenuto domenica nella zona di via Magellano. Un’area presa di mira da più di una settimana, dove i ladri hanno già sfilato oltre due chilometri di cavi della pubblica illuminazione. “Un’amara scoperta”, la definisce il sindaco, che arriva nonostante gli sforzi immani degli uffici comunali, che avevano appena ripristinato la linea e saldato più di 50 pozzetti per impedire nuovi raid.
Il primo cittadino riconosce il lavoro delle forze dell’ordine, che hanno anche arrestato uno dei ladri, ma la sua frustrazione è palpabile: “A quanto pare è stato messo ai domiciliari. Ma non è bastato”, scrive, sottolineando l’inadeguatezza di certe misure. Ma il suo attacco più feroce è rivolto a un certo tipo di mentalità.
“Siamo loquaci e fotografi sui social a criticare istituzioni e forze dell’ordine”, tuona Monteleone, “ma zitti e ciechi quando vediamo e non denunciamo per il quieto vivere”. Un’accusa diretta a quella parte di cittadinanza che si lamenta del degrado ma che poi, per paura o per menefreghismo, non collabora attivamente alla tutela del bene pubblico. “Non serve fotografare e sbattere sui social commenti sterili”, continua, “occorre sbracciarsi e gridare la nostra indignazione concretizzandola con denunce”.
L’appello è a chiamare il 112 ogni volta che si notano movimenti sospetti, sia che si tratti di ladri di rame, sia di chi inquina abbandonando e incendiando rifiuti, come avvenuto la notte precedente.
La situazione, ora, è critica. “Purtroppo abbiamo esaurito tutte le nostre risorse e i cavi da sostituire”, ammette il sindaco, “e per un certo periodo alcune zone rimarranno al buio”. Una sconfitta materiale, che però per Monteleone è il sintomo di un problema più profondo. “Preoccupa di più il buio delle coscienze”, conclude, “e l’unica luce che può sconfiggerlo è quello della partecipazione e della collaborazione”. Un ultimo, disperato, appello a una città che rischia di restare al buio, fuori e dentro.



