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Burnout bancario in Sicilia: allarme per la salute mentale

Il 44% dei lavoratori siciliani soffre di stress cronico

La sindrome da burnout colpisce sempre più lavoratori in Sicilia, con il settore bancario tra i più esposti. Secondo il Burnout Report di Unobravo, basato su un campione nazionale di oltre 1.500 dipendenti, il 44% degli intervistati dichiara di sentirsi stressato sul lavoro e il 29% ha già sperimentato un episodio di esaurimento psicofisico. Un fenomeno che l’Organizzazione mondiale della Sanità classifica come sindrome da esaurimento emotivo, fisico e mentale legato a uno stress non gestito.

Gabriele Urzì, dirigente nazionale della Fabi e responsabile salute e sicurezza del sindacato a Palermo, sottolinea come la situazione sia particolarmente critica negli istituti di credito siciliani. Negli ultimi anni, chiusure di filiali, accorpamenti e tagli al personale hanno aumentato il carico di lavoro sui dipendenti rimasti, generando pressioni commerciali costanti e mancanza di riconoscimento professionale. Il report individua proprio nella mancanza di riconoscimento (39%), nei carichi eccessivi (34%) e nelle lunghe ore di lavoro (38%) le principali cause del burnout.

In molte aree dell’isola, la banca rappresenta un presidio essenziale per famiglie, imprese e anziani. La riduzione degli organici, però, trasforma le filiali in ambienti ad alta tensione emotiva: meno colleghi, più responsabilità, maggiori conflitti con l’utenza e rischio di esposizione a pericoli fisici e psicologici. Il burnout si manifesta con stanchezza cronica, distacco emotivo, calo della motivazione e sensazione di inefficacia, con ripercussioni dirette sulla qualità del servizio e sulla sicurezza dei lavoratori.

Il costo dello stress lavoro-correlato per le aziende italiane è stimato in oltre 88,5 miliardi di euro l’anno, tra assenteismo e calo di produttività. Applicato al settore bancario siciliano, questo si traduce in più giorni di malattia, maggiore turnover e difficoltà a mantenere standard qualitativi adeguati.

Urzì chiede agli istituti bancari operanti in Sicilia di rivedere i carichi di lavoro, garantire organici sufficienti, introdurre supporto psicologico e valorizzare il riconoscimento professionale. Il burnout, sottolinea, non è un problema individuale ma un rischio organizzativo che richiede risposte strutturate. Ignorarlo, in un territorio dove il sistema bancario svolge un ruolo sociale cruciale, metterebbe a repentaglio non solo la salute dei dipendenti ma l’intero tessuto economico regionale.

Nata nel cuore pulsante della Sicilia, Simona Di Salvo, 32 anni, si sta rapidamente affermando come una delle voci più promettenti del giornalismo locale nel vibrante territorio che si estende da Bagheria fino a Cefalù, conosciuto come la Costa d'Oro della provincia di Palermo. Con una penna acuta e un'innata curiosità, Simona collabora attivamente con la rete di magazine e quotidiani Media Post Network, portando alla luce storie, cronache e approfondimenti che toccano l'anima di questa affascinante area.

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