Blitz dei carabinieri a Palermo: multati abusivi e sequestrati 80 kg di frutta

Due ristoratori denunciati, quattro venditori sanzionati. Sequestrate casse acustiche e merce devoluta in beneficenza
La lotta all’abusivismo commerciale e all’occupazione illecita del suolo pubblico a Palermo ha portato a un’operazione congiunta dei carabinieri e della polizia municipale. I militari del Comando Provinciale hanno messo sotto la lente d’ingrandimento esercizi pubblici e venditori ambulanti, con un bilancio di due denunce e quattro sanzioni.
Il primo intervento, condotto dalla Stazione Palermo Centro, ha riguardato un ristorante situato in una zona centrale della città. I controlli hanno fatto emergere una serie di irregolarità: il locale occupava abusivamente aree pubbliche, provocando danni a beni culturali. Inoltre, mancavano le autorizzazioni della Soprintendenza e non venivano rispettate le ordinanze comunali. A complicare la situazione, i carabinieri hanno riscontrato problemi con l’impianto audio e carenze nei documenti sanitari. Per queste violazioni, i due gestori sono stati denunciati a piede libero e hanno ricevuto multe per un totale di 8.000 euro. Gli agenti hanno anche sequestrato l’attrezzatura acustica.
Parallelamente, la Stazione Crispi ha dato vita a una serie di verifiche mirate contro il commercio irregolare di cibo. Sono state identificate quattro persone, di età compresa tra i 21 e i 76 anni, che vendevano prodotti senza licenza. Oltre all’assenza di permessi, gli ambulanti occupavano la carreggiata e non rispettavano le norme igieniche. Le multe ammontano a circa 5.000 euro, ma il sequestro ha riguardato sia gli arredi mobili che circa 80 chili di frutta e verdura. I prodotti, giudicati commestibili, sono stati donati a un ente benefico locale.
L’operazione rientra in un programma più ampio di controllo del territorio volto a garantire la legalità e la sicurezza. Le autorità ricordano che gli indagati sono attualmente solo sospettati e che la loro posizione sarà valutata dalla magistratura nel corso del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a condanna definitiva.



