Rubano moto, presi a Borgo Vecchio dopo inseguimento

Poco dopo mezzanotte, nel cuore di Palermo, un controllo di routine si è trasformato in caccia all’uomo. In via Bentivegna, alle 00.30 circa, una pattuglia del Commissariato Centro ha notato due ragazzi armeggiare su una Benelli parcheggiata. Alla richiesta di fermarsi, i due hanno scelto la fuga: sono saltati in sella al motociclo appena forzato e si sono diretti verso Borgo Vecchio, tentando di guadagnare i vicoli per sottrarsi alla vista delle volanti.
La risposta è stata immediata. Dalla radio è partito il coordinamento con l’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico: altre auto si sono posizionate sugli snodi di uscita dal quadrilatero tra via Roma e il porto, mentre la prima pattuglia ha mantenuto il contatto visivo a distanza di sicurezza. La manovra a tenaglia ha stretto progressivamente il corridoio di fuga, costringendo i fuggitivi a una scelta: abbandonare il mezzo e continuare a piedi.
È quello che è accaduto pochi minuti dopo. In prossimità di via Miraglia, raggiunti dalle sirene che rimbalzavano tra i palazzi, i due hanno lasciato la moto e hanno provato l’ultima carta, disperdendosi fra le traverse. L’efficacia della “cinturazione” ha però chiuso ogni varco: una pattuglia li ha intercettati a breve distanza, bloccandoli senza incidenti. Identificati come un diciottenne e un quindicenne, sono stati accompagnati in Questura con l’accusa di furto.
Il motociclo, recuperato e sottoposto a verifica, è stato riconsegnato al proprietario residente in zona. Gli agenti hanno inoltre acquisito le immagini delle telecamere lungo il tragitto per consolidare la ricostruzione dei passaggi: dall’intervento in via Bentivegna al tentativo di raggiungere Borgo Vecchio, fino allo stop in via Miraglia. I tempi rapidi, dettati da radio e posizionamento delle volanti, hanno impedito che il mezzo sparisse nel circuito dei ricambi o in una rimessa improvvisata.
Le prossime ore serviranno a completare gli atti di polizia giudiziaria e a trasmettere il fascicolo all’autorità competente. Per entrambi i ragazzi vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva. Resta il dato operativo: una fuga di pochi chilometri, spezzata dall’incrocio di pattuglie e dal lavoro congiunto tra Commissariato Centro e Ufficio Prevenzione, che ha riportato alla città un veicolo che rischiava di diventare l’ennesimo numero nella statistica dei furti.



