Rissa a Cefalù, 9 denunce e un’arma sequestrata

Notte di violenza sul lungomare, un colpo esploso. Indagini lampo dei carabinieri.
A quasi due settimane dai fatti, la notte di violenza che ha scosso il lungomare di Cefalù ha trovato una prima risposta giudiziaria. I carabinieri della stazione locale hanno chiuso il cerchio, denunciando nove persone, tutte italiane, con età comprese tra i 19 e i 54 anni. Per loro l’accusa, a vario titolo, è di rissa e lesioni personali. Uno degli indagati, in particolare, dovrà rispondere anche di porto abusivo e uso di arma da fuoco.
I disordini risalgono alla notte del 23 agosto scorso, quando intorno a un noto locale sul Lungomare Giardina è scoppiata una violenta lite tra più persone. Nella concitazione, qualcuno ha sparato un colpo in aria, seminando il panico tra i presenti. Sul posto sono accorsi in pochi minuti i militari, che erano impegnati in un servizio di controllo del territorio. Il loro intervento ha permesso di bloccare la rissa e mettere in sicurezza chi era stato coinvolto.
Le indagini, condotte con rapidità, hanno permesso di ricostruire la dinamica e identificare tutti i partecipanti. Di questi, cinque risultano originari di Cefalù. Secondo quanto ricostruito, sarebbe stato uno di loro a esplodere il colpo. L’arma, una pistola a salve priva del tappo rosso, è stata ritrovata poco dopo dai carabinieri sul tetto dello spogliatoio di un lido balneare vicino al luogo della rissa. Nelle vicinanze è stato recuperato anche un bossolo calibro 9, sempre a salve.
Tutti gli indagati sono stati deferiti alla Procura di Termini Imerese, diretta dal dottor Angelo Vittorio Antonio Cavallo, che dovrà ora valutare la loro posizione. Come sottolineato dagli stessi carabinieri, si tratta di semplici indagati e la loro colpevolezza sarà accertata solo al termine dell’iter giudiziario, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.
L’episodio ha riacceso i riflettori sulla sicurezza nella cittadina marinara, già al centro dell’attenzione per altri episodi di cronaca. I carabinieri ricordano il loro costante impegno nel prevenire e reprimere ogni forma di illegalità, con particolare attenzione ai fenomeni di violenza giovanile.



